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Due sorelline scomparse e ritrovate nel bosco: il loro cane le ha protette

"Margot non le ha mai lasciate": il racconto di uno dei tre volontari di Tarcento (Udine) che ha localizzato le piccole quando ormai era notte fonda

Due sorelline scomparse e ritrovate nel bosco: il loro cane le ha protette
Due sorelline scomparse e ritrovate nel bosco: il loro cane le ha protette

globalist

26 Aprile 2018 - 12.55


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Le gemelline scomparse di Tarcento (Udine), salvate mercoledì notte da tre volontari, sono state protette tutto il tempo dal loro pitbull, Margot. Il cane non le ha mai lasciate. E solo nel momento in cui ha visto alcuni uomini avvicinarsi si è allontanato per raggiungerli, come per ringraziarli e accompagnarli poi nel punto preciso dove avevano trovato riparo. A raccontare il salvataggio è Alexei Coianz, proprio uno degli eroi che ha deciso di unirsi ai volontari per le ricerche avvenute in piena notte.

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Il racconto su Facebook – Pubblicando le foto del salvataggio su Facebook racconta: “Cari tarcentini e non, ho il piacere di raccontarvi di come io, Francesco Michelizza e Silvio Cargnelutti abbiamo trovato sane e salve le due gemelline Adele ed Elisabetta”. Durante il tragitto per arrivare nella zona delle ricerche, Alexei e un amico, Francesco, incontrano Silvio, che è del posto e conosce bene la zona. “Decidiamo di scendere dalla macchina, unirci a lui e imboccare una strada sterrata che cominciava vicino a dove ci eravamo incrociati. Camminiamo a lungo chiamando ripetutamente le due bambine, ma niente. Il bosco è molto fitto e le nostre torce sono quasi inutili. Dopo circa 45 minuti di camminata giungiamo ad un piccolo edificio diroccato – scrive sulla sua pagina di Facebook -, ci avviciniamo sperando di trovarle dentro ma è vuoto”.7Gemelline scomparse, il salvataggio
La ricerca – “Da dietro questo edificio partiva un altro sentiero ancora più piccolo e meno battuto. Decidiamo di seguirlo, proseguiamo per altri 15 minuti circa e di colpo alle nostre urla sentiamo delle risposte, ci fermiamo, sentiamo voci di bambine e voci di altri soccorritori in lontananza, cominciamo pensare che le abbiano trovate, ma lo stesso continuiamo giù per il sentiero. Arrivati alla fine del sentiero urliamo di nuovo e riceviamo di nuovo risposta, cominciamo a pensare che le bambine siano nel versante opposto al nostro, con questo in mente per poco non decidiamo di tornare indietro. Ma per sicurezza propongo a Silvio e Francesco di proseguire un po’ fuori sentiero dicendo “Piuttosto rischiamo di perderci, ma ci mettiamo l’anima in pace di non averle lasciate sotto naso” Indovinate? Continuando ad urlare i loro nomi e a ricevere in risposta “Siamo qui! Abbiamo fame! Venite!” avevamo ormai capito di averle trovate, scendiamo ancora un po’ e le nostre torce illuminano loro e Margot, che felicissima ci corre incontro per leccarci”.

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