Gli allegri dipendenti regionali: al casinò e in osteria invece che al lavoro

Distaccati nella sede di Gorizia, sono accusati di truffa ai danni di ente pubblico e false attestazioni di presenza. Quattordici indagati

Carabinieri Gorizia

Carabinieri Gorizia

globalist 17 aprile 2018

Una nuova truffa ai danni un ente pubblico. L'ennesimo gruppetto di 'furbetti del cartellino' è stato scoperto dai carabinieri che hanno notificato a 14 dipendenti della Regione Friuli Venezia Giulia, distaccati nella sede di Gorizia, l'avviso di conclusione indagini: devono rispondere di truffa ai danni di ente pubblico e false attestazioni di presenza.
A incastrare i dipendenti regionali sono stati i pedinamenti e le immagini riprese dalle telecamere dei carabinieri. Le indagini hanno accertato che il gruppo andava praticamente ovunque, al casinò, in osteria, a fare shopping, tranne che in ufficio.
I comportamenti truffaldini dei dipendenti pubblici erano svariati: c'era chi, con tanto di auto di servizio, andava a tentare la fortuna nei vicini casinò della Slovenia. Ma non era il solo ad espatriare: altri colleghi utilizzavano i centri commerciali oltre confine, storicamente più convenienti di quelli italiani, per fare incetta di generi alimentari. Ludopatia e shopping in pieno orario di servizio.
Per chi restava in Italia, le alternative non mancavano: agriturismo e osterie del Collio erano le mete privilegiate per trascorrere ore di relax e degustare vino in compagnia di amici. Qualcuno era dedito all'arte culinaria: un impiegato, dopo aver regolarmente timbrato il badge, è stato sorpreso a fare tappa praticamente in ognuno degli stand enogastronomici allestiti a Gorizia in occasione della rassegna internazionale Gusti di frontiera.
Altri dipendenti della Regione si fermavano al lavoro solo mezza giornata: dopo essere usciti da una porta secondaria si recavano a casa per pranzo e tornavano solo verso sera per formalizzare, con la timbratura del cartellino, la chiusura della giornata in ufficio. Diffusa inoltre la pratica del mutuo-aiuto: tra colleghi ci si scambiava il badge per una timbratura collettiva, anche di quanti alla Regione non ci erano arrivati proprio.
L'indagine risale al 2016. Nel luglio scorso i carabinieri di Gorizia avevano notificato sei provvedimenti cautelari di interdizione assoluta per otto mesi dall'esercizio dei pubblici uffici a carico di alcuni dei dipendenti, che svolgevano la loro attività lavorativa nella sede di Gorizia. Sono state quindi le immagini delle telecamere a incastrare gli altri otto.