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Strage di Erba, Azouz Marzouk insiste: 'I responsabili non sono Olindo e Rosa'

Intervistato dal programma 'Tutta la verità', l'uomo - che ha perso moglie e figlio nella mattanza del 2006 - insiste nel tentativo di scagionare i due coniugi condannati anche dalla Cassazione

I due coniugi accusati della strage di Erba, Olindo e Rosa
I due coniugi accusati della strage di Erba, Olindo e Rosa

globalist

7 Aprile 2018 - 13.20


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Non è la prima che lo dice  ma ogni volta è abbastanza scioccante. Azouz Marzouk insiste sulla innocenza di Rosa e Olindo, accusati della strage di Erba. Morirono  Raffaella Castagna e Youssef Marzouk (rispettivamente moglie e figlio di Azouz), uccisi insieme suocera dell’uomo Paola Galli, e alla vicina di casa Valeria Cherubini. 

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Marzouk raggiunto a Tunisi dalla produzione di ‘Tutta la verità’, in onda sul Nove da martedì 10 aprile alle 21.25 ribadisce: “Hanno confessato – dice nell’intervista – perché non avevano nessuno, vivevano uno per l’altra, punto e basta”. La trasmissione ripercorrere le varie fasi della vicenda e le analizza, con il contributo di alcune testimonianze inedite dei conoscenti della coppia, del racconto del maresciallo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Erba incaricato delle indagini e delle immagini originali relative al caso: l’appartamento che va a fuoco; la macabra scoperta dei cadaveri e del vicino di casa Mario Frigerio, marito della Cherubini, gravemente ferito alla gola; l’iniziale caccia all’uomo contro Azouz immediatamente additato dai media come il colpevole, poi scagionato; i suoi precedenti screzi in carcere con alcuni esponenti della malavita locale e i suoi turbolenti trascorsi negli ambienti dello spaccio, fino ad arrivare alla nascita dei sospetti su Rosa e Olindo, le loro conversazioni private intercettate e registrate dalle cimici dei Carabinieri; gli audio delle prime stentate dichiarazioni di Frigerio in ospedale. Si ricostruiscono le analisi scientifiche sull’auto di Rosa e Olindo, il loro arresto, i pressanti interrogatori in carcere, le incongruenze nelle confessioni poi ritrattate, il processo e la condanna

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