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Facebook: l'antitrust apre un'istruttoria per pratiche commerciali scorrette

Il procedimento dopo lo scandalo per l'utilizzo improprio dei dati degli iscritti al social network

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

globalist

6 Aprile 2018 - 15.14


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L’Autorità antitrust ha annunciato l’apertura di un’istruttoria su Facebook “per informazioni ingannevoli su raccolta e uso dati”. Il Garante della concorrenza e del mercato verificherà l’adozione di “pratiche commerciali scorrette” da parte del social network. Intanto, Facebook ha comunicato alla Commissione Ue che gli europei coinvolti nel caso di Cambridge Analytica sono 2,7 milioni. Secondo i dati forniti martedì scorso gli italiani potenzialmente finiti nel database della società di consulenza londinese sono 214.134, 57 dei quali avevano scaricato l’applicazione ‘ponte’ thisisyourdigitallife.
“Nei confronti di Facebook – ha spiegato il presidente Giovanni Pitruzzella – l’Antitrust ha aperto oggi un procedimento per pratiche commerciali scorrette, che riguarda il messaggio ingannevole che viene dato al consumatore. Quando ci iscriviamo a Facebook sulla home page troviamo un messaggio che dice che il servizio è gratuito e lo sarà sempre. Ma il consumatore non è messo in grado di sapere che al contrario cede dei dati, per i quali ci sarà un uso commerciale, come dimostrano anche le recenti vicende”.
“Si tratta – ha proseguito il presidente dell’Antitrust – di problematiche nuove che involgono vari profili: c’è un profilo di tutela della privacy, per cui il regolatore di settore, l’Autorità per la privacy, nazionale e europea, sta intervenendo; c’è un profilo di nuove regole, occorrono regole adeguate ai tempi a cui sta pensando l’Autorità per le Comunicazioni, c’è poi un profilo di tutela del consumatore, noi siamo stati chiamati a intervenire dalle associazioni di tutela del consumatore, e riteniamo che i messaggi devono essere chiari, precisi, non ingannevoli, su cosa le piattaforme come Facebook fanno della nostra identità digitale”.
L’istruttoria dell’Antitrust segue l’indagine del Garante per la privacy che riceverà il prossimo 24 aprile il global deputy chief privacy officer di Facebook, Stephen Deadman.

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