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Open Arms, il giudice: resta sequestrata la nave della Ong spagnola

Cade però l'accusa di associazione a delinquere. L'imbarcazione è ormeggiata al porto di Pozzallo dal 18 marzo dopo il salvataggio di 218 migranti

Open Arms
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globalist

27 Marzo 2018 - 10.54


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Resta sequestrata la nave della Ong spagnola Proactiva Open Arms, ormeggiata al porto di Pozzallo dal 18 marzo scorso dopo il salvataggio di 218 migranti. Lo ha deciso il gip di Catania Nunzio Sarpietro che ha accolto la richiesta della procura distrettuale etnea. Il giudice ha confermato il sequestro ma si è dichiarato incompetente ritenendo non sussistere il reato di associazione per delinquere ma soltanto quello di immigrazione clandestina. Gli atti saranno ora trasferiti alla Procura di Ragusa.
La Procura distrettuale di Catania aveva ipotizzato il reato di associazione per delinquere e immigrazione clandestina nel soccorso del 15 marzo scorso perché, secondo l’accusa, l’Ong non obbedì all’indicazione di lasciare l’intervento di recupero alla marina libica e di non avere rispettato neppure quelle dei comandi delle capitanerie di porto della Spagna e di Roma di chiedere di potere sbarcare a Malta, nelle cui acque si erano trovati per permettere il salvataggio di un neonato di tre mesi e della madre. Secondo i Pm di Catania “il loro vero obiettivo era di sbarcare in Italia”, disattendendo tutte le indicazioni date. Indagati sono il comandante della nave Marc Reig Creus, di 42 anni, e la capo missione Ana Isabel Montes Mier, di 31 anni, in concorso col coordinatore generale dell’Ong Proactiva Open arms, Gerard Canals.
Sarà adesso la procura di Ragusa ad occuparsi del sequestro dell’imbarcazione della Ong spagnola. Venendo meno l’accusa di associazione a delinquere e rimanendo in piedi solo l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina la competenza territoriale passa infatti alla Procura di Ragusa.

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