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Sarkozy si difende dalle accuse: "vivo l'inferno, è tutto una calunnia"

L'ex presidente francese incriminato per i fondi illeciti dalla Libia: "sono accusato senza alcuna prova materiale dalle dichiarazioni di Gheddafi"

Nicolas Sarkozy
Nicolas Sarkozy

globalist

22 Marzo 2018 - 08.52


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L’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, sotto inchiesta per il sospetto finanziamento dell’allora leader libico Gheddafi alla sua campagna elettorale del 2007, ha dichiarato ai magistrati che lo hanno interrogato di vivere “l’inferno della calunnia”.
L’ex presidente francese è stato formalmente incriminato per corruzione passiva, finanziamento illegale della campagna elettorale e ricettazione di fondi pubblici libici. I giudici hanno inoltre deciso di porlo “sotto controllo giudiziario”, una misura cautelare che comporta restrizioni negli spostamenti e il divieto di contattare o incontrare determinate persone.
“Dall’11 marzo 2011 – ha detto Sarkozy ai magistrati secondo quanto riportato dal sito de Le Figaro – vivo l’inferno di questa calunnia. Durante le 24 ore della mia custodia ho provato con tutta la forza della mia convinzione di dimostrare che gli indizi gravi e concordanti che sono alla base delle accuse non esistevano. Nell’elenco dei fatti che contestate, avete indicato che ho lavorato per promuovere gli interessi dello stato libico. Come si può dire che ho favorito gli interessi dello stato libico? Sono stato io a ottenere il mandato dell’Onu per colpire lo stato libico di Gheddafi. Senza il mio impegno politico, questo regime probabilmente sarebbe ancora presente”.
“Tra il 2007 e il 10 marzo 2011 – ha detto ancora l’ex presidente francese – non si fa menzione del presunto finanziamento della campagna. Le dichiarazioni di Gheddafi, della sua famiglia e del suo clan sono iniziate solo l’11 marzo 2011, vale a dire il giorno dopo il ricevimento all’Eliseo della Cnt, cioè gli avversari di Gheddafi. Fu allora, e mai prima, che è iniziata la campagna di calunnia”.
“I fatti di cui sono sospettato sono seri, ne sono consapevole – ha detto Sarkozy davanti ai magistrati – ma se, come continuo a proclamarlo con la massima costanza e la più grande energia, si tratta di una manipolazione del dittatore Gheddafi o della sua cerchia o dei suo i fedeli, io chiedo ai magistrati di misurare la profondità, la gravità, la violenza dell’ingiustizia che mi viene fatta”.
“Sono accusato senza alcuna prova materiale – ha aggiunto ancora Sarkozy – dalle dichiarazioni di Gheddafi, suo figlio, suo nipote, suo cugino, il suo portavoce, il suo ex primo ministro e le dichiarazioni del signor Takieddine che è stato dimostrato ripetutamente che ha ricevuto denaro dallo stato libico. Direi che ha saccheggiato lo stato libico. E a proposito di Takieddine, vorrei ricordare che non ha dimostrato alcun versamento di denaro verso di me nel periodo 2005-2011”.

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