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Un'altra vittima accusa don Michele Barone: mi costrinse a rapporti orali in sacrestia

L’accusa è quella di aver generato nelle giovani donne, la maggior parte delle quali minorenni, la convinzione di essere possedute dal demonio così da soggiogarle a suo piacimento.

Don Michele Barone
Don Michele Barone

globalist

26 Febbraio 2018 - 15.41


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Un racconto orribile. Una stroria fatta di superstizioni, violenze, soprusi e abusi sessuali: “Dentro la sacrestia mi costrinse a un rapporto orale completo. Ma non fu l’unica volta, successe altre tre volte”. Questa la testimonianza alle Iene di una delle vittime di don Michele Barone, il sacerdote della diocesi di Aversa arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di abusi sessuali aggravata e maltrattamenti.

A far scattare l’allarme attorno al prete, poi arrestato, è stato un servizio della trasmissione di Italia Uno che nelle scorse settimane si è occupata del caso.
L’accusa nei confronti di don Michele è quella di aver generato nelle giovani donne, la maggior parte delle quali minorenni, la convinzione di essere possedute dal demonio così da soggiogarle a suo piacimento.
Nella seconda parte del servizio di Gaetano Pecoraro nuove testimonianze metterebbero in luce un altro aspetto del prete, che per mantenere il controllo sulle proprie vittime e farle restare all’interno della setta avrebbe sempre usato metodi mafiosi come minacce, intimidazioni ed estorsioni.
Tra l’altro è emerso che il sacerdote è cugino di un boss della camorra e questo stretto legame è una delle cause del timore che incute alle sue vittime.

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