Mancano esorcisti, a Palermo via al corso riconosciuto dalla Chiesa

Lʼerede di padre Gabriele Amorth lamenta la scarsità di vocazioni specifiche: "Sono sempre meno i giovani preti disposti a farlo"

Gabriele Amorth

Gabriele Amorth

globalist 23 febbraio 2018

A Palermo si è aperto un corso di aggiornamento per esorcisti, riconosciuto dalla conferenza episcopale, con testimonianze di esperti su sette e satanismo. "Un esorcista autodidatta va incontro sicuramente a degli errori. Occorrerebbe anche un periodo di praticantato, come accade per molti professionisti", afferma padre Cesare Truqui, allievo di padre Gabriele Amorth, lamentando la scarsità di vocazioni specifiche tra i sacerdoti. "Sono sempre meno i giovani preti disposti a farlo", dice.


Il numero di chi ricorre all'opera dell'esorcista è in aumento, alcuni azzardano una stima di mezzo milione di persone che ogni anno chiede aiuto. La stragrande maggioranza, però, soffre in realtà di problemi spirituali o psichiatrici. Le "possessioni" sono rarissime anche per chi ci crede.
"Anche se non esistono dati attendibili, una cosa è certa: tutte le persone che arrivano da noi soffrono, sono tante e noi siamo pochi, mai in numero adeguato. I tempi di accompagnamento si allungano", spiega a Il Corriere della Sera padre Paolo Carlin, frate cappuccino e portavoce dell'Associazione internazionale degli esorcisti.
L'Associazione degli esorcisti, riconosciuta dal Vaticano nel 2014, conta circa 400 sacerdoti, 240 dei quali in Italia. Come ricorda padre Carlin, "un esorcista può essere solo un sacerdote. Deve avere una espressa licenza scritta del proprio vescovo, come prevede il canone 1172 del diritto canonico. Ed è il vescovo a scegliere chi ritiene adeguato, non si diventa esorcisti per desiderio personale".