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Camusso: "C'è chi nega il ritorno di episodi fascisti, ma dove vivono?"

La leader della Cgil alla vigilia della manifestazione di sabato a Roma contro tutti i fascismi: "la politica ha sdoganato cose che non andavano tollerate"

Susanna Camusso
Susanna Camusso

globalist

21 Febbraio 2018 - 13.00


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L’inadeguatezza della politica e il disagio delle periferie. Sono queste secondo Susanna Camusso, leader della Cgil, le principali cause del ritorno del fascismo nel nostro paese. E lo dice in vista della della manifestazione nazionale di sabato prossimo a Roma contro tutti i fascismi e razzismi.
“La politica, ha detto Camusso, ha sdoganato e tollerato cose che non andavano tollerate. Fenomeni che hanno avuto due brodi di cultura: da una parte l’insipienza della politica e poi il vuoto creato dal disagio nelle periferie, nei lavori poveri, nella solitudine”.
“C’è un lavoro culturale da fare, ha aggiunto la segretaria generale della Cgil, visto che c’è chi nega il ritorno di episodi fascisti. Dove vivono? Chi dice questo nega la realtà, perché non ha il coraggio di prendersi la responsabilità di fare le scelte necessarie”.
“La globalizzazione, ha detto ancora Camusso, ha generato disuguaglianze anche in Europa e in Italia, ma c’è stata assenza di risposte e aver ignorato questo fenomeno durante la crisi ha provocato disagio. C’è poi stato il grave errore politico dell’Europa di aver costruito muri e non aver saputo esprimere una politica di pace e mediazione”.
“Il sindacato, ha concluso la leader della Cgil, oltre a partecipare a questa importante manifestazione di sabato e alle prossime iniziative che si metteranno in campo deve organizzare il disagio sociale, come fa per il lavoro precario”.

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