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Embraco, salta il tavolo al ministero: in arrivo 497 licenziamenti. Calenda: gentaglia!

L'azienda del gruppo Whirlpool dice no alle proposte del governo. Il ministro Calenda: "non incontro più questa gentaglia"

Lavoratori Embraco
Lavoratori Embraco

globalist

19 Febbraio 2018 - 13.38


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E’ saltato il tavolo tra governo e la Embraco. Il gruppo brasiliano, che fa parte della Whirlpool, ha annunciato 497 licenziamenti, su 537 posti, nello stabilimento di Riva di Chieri, vicino Torino, e il trasferimento della fabbrica in Slovacchia.
Oggi, nel corso dell’incontro al Ministero dello Sviluppo economico, è arrivato un no alla proposta del governo sullo stop ai licenziamenti e il ricorso alla cassa integrazione. “Embraco ha risposto negativamente, ha detto Carlo Calenda, ministro allo Sviluppo economico, e si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell’azienda. Le loro motivazioni dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell’impresa. Adesso non ricevo più questa gentaglia perché onestamente ne ho avuto fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua”.
Nell’incontro ministro e sindacati avevano insistito con Embraco perché ritirasse i 497 licenziamenti e attivasse la cassa integrazione. Il gruppo brasiliano ha avanzato proposte che però Calenda e le sigle metalmeccaniche hanno definito “di fantasia” e che hanno respinto.
Sulla vicenda è intervenuto anche Sergio Chiamparino, presidente della regione Piemonte. “L’atteggiamento dell’Embraco è incomprensibile e irresponsabile. Incomprensibile, ha detto Chiamparino, perché c’erano e ci sono ancora soggetti disposti a investire in piani di reindustrializzazione che hanno come condizione l’attivazione della cassa integrazione, una semplice posposizione di 9 mesi che l’azienda, incomprensibilmente rifiuta. Irresponsabile perché, salvo ripensamenti che siamo sempre disponibili ad accogliere, dal 25 marzo partiranno licenziamenti collettivi con le immaginabili conseguenze sulla vita familiare dei dipendenti e di chi lavora nelle forniture e nei servizi. E infine, ha concluso Chiamparino, di nuovo, incomprensibile verso gli obiettivi stessi dell’azienda, che potrebbe andare incontro a ricadute di mercato negative, proprio per l’effetto delle azioni che sta portando avanti”.
La notizia della rottura della trattativa ha raggiunto gli operai mentre stavano manifestando davanti allo stabilimento di Riva di Chieri. Una protesta che sta bloccando la circolazione sulla Torino-Asti.

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