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La versione di Oseghale: "Pamela ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato"

Il racconto ai magistrati del nigeriano accusato di occultamento e vilipendio di cadavere. Si indaga su un complice

Pamela Mastropietro
Pamela Mastropietro

globalist

6 Febbraio 2018 - 15.43


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“Pamela ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato”. E’ quanto ha detto Innocent Oseghale, indagato per occultamento e vilipendio di cadavere per la morte di Pamela Mastropietro. Il giudice ha ritenuto non vi fosse prova certa per sostenere l’addebito di omicidio per il quale Oseghale resta indagato.
Dopo aver inizialmente smentito ogni coinvolgimento, riferiscono fonti della Procura di Macerata, Oseghale avrebbe fornito questo nuovo elemento ai magistrati che indagano sulla morte della 18enne il cui cadavere smembrato è stato trovato in due trolley nelle campagne di Pollenza. “Pamela, ha raccontato Oseghale, ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato”. L’uomo non ha ammesso nessuno degli addebiti contestati.
Intanto le indagini proseguono anche sull’altro indagato in relazione alla morte di Pamela Mastropietro. Un amico di Oseghale, anche lui nigeriano, a cui lo spacciatore si sarebbe rivolto per procurare a Pamela una dose di eroina, come gli avrebbe chiesto la ragazza. Gli inquirenti sospettano che il secondo indagato possa aver avuto un ruolo anche nella morte di Pamela o che abbia in qualche modo aiutato Oseghale.
Per sapere com’è morta Pamela si dovranno attendere i responsi degli esami tossicologici. Potrebbero escludere l’overdose come causa della morte aggiungendo l’omicidio volontario alle accuse nei confronti di Oseghale, che resterebbe in carcere in attesa del processo. Se invece gli esami dovessero decretare la morte di Pamela per overdose, Oseghale e i suoi eventuali complici potrebbero anche ottenere gli arresti domiciliari.

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