Ostia 'senza Stato': Roberto Spada rinviato a giudizio per la testata a un giornalista

Daniele Piervincenzi fu preso a testate durante un servizio per la trasmissione Nemo. I giornalisti parte civile. Processo il 30 marzo

La testata di Roberto Spada
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23 Gennaio 2018 - 13.24


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Comincerà il prossimo 30 marzo il processo nei confronti di Roberto Spada e Ruben Nelson Del Puerto. I due sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso per l’aggressione ai giornalisti Rai Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi, avvenuta ad Ostia. Lo ha deciso il gup di Roma Maria Paola Tomaselli.
I fatti risalgono al 7 novembre dello scorso anno quando una troupe televisiva del programma Nemo, di Rai2, è stata aggredita durante le riprese di un servizio sulle elezioni ad Ostia. Protagonista dell’aggressione Roberto Spada, titolare di una palestra e fratello di Carmine, boss condannato a 10 anni per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.
Il giornalista Daniele Piervincenzi aveva incalzato Spada sul suo endorsement per Luca Marsella, candidato di CasaPound con il quale era anche ritratto in una foto amichevole. Indispettito, Roberto Spada ha colpito al volto il giornalista procurandogli la frattura del setto nasale e lo ha rincorso con un bastone. Con il giornalista è stato colpito anche l’operatore della troupe, Edoardo Anselmi.
Nell’udienza di oggi il gip ha anche accolto la costituzione di parte civile dell’ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa riconoscendo la valenza offensiva di questo reato, aggravato dal metodo mafioso, nei confronti dell’intera comunità dei giornalisti italiani e dello stesso diritto all’informazione.
Spada, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, non si è presentato in aula. Fuori c’era la compagna Elisabetta Ascani insieme alla moglie dell’uruguayano arrestato per gli stessi reati.
E c’era anche Daniele Piervincenzi. “Non provo nessun rancore nei confronti di Roberto Spada, ha detto il giornalista aggredito, la mia preoccupazione va al territorio, serve attenzione: Ostia non va abbandonata, ce lo chiedono i cittadini. L’ammissione delle parti civili è un segnale importante per la difesa della categoria e della libertà di stampa”.

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