Stop ai raduni fascisti, rispettiamo la Costituzione: la scelta di Milano

Il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che vieta la concessione di spazi, patrocini e contributi a coloro che professano valori fascisti e incostituzionali

Il consiglio comunale di milano

Il consiglio comunale di milano

globalist 11 gennaio 2018

Un giorno importante nella città che è stata uno dei simboli della Resistenza e che ha combattuto il fascismo fino in fondo: è stato approvato in consiglio comunale a Milano un ordine del giorno che "invita il sindaco e la giunta a non concedere spazi, patrocini, contribuiti di qualunque natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti" e a subordinare la concessione a una dichiarazione di antifascismo.


Il 17 dicembre, quando la mozione era stata proposta, si era scatenata una bagarre in aula che aveva costretto all'interruzione dei lavori. Nella versione odierna, il testo, non emendabile, è stato approvato dai consiglieri con 31 voti favorevoli, mentre la Lega Nord  è uscita dall'aula al momento del voto e tre consiglieri di Forza Italia non hanno partecipato.


La discussione è stata comunque lunga, soprattutto a causa dell'insistenza dell'opposizione, che ha chiesto il parere del segretario comunale sull'effettiva attuabilità della norma. La maggioranza, da parte sua, ha sostenuto che il testo interviene su un aspetto, quello dell'assegnazione di patrocini, già discrezionale della giunta. Inoltre, sempre nell'ordine del giorno, si legge la volontà di promuovere un testo analogo per le aziende partecipate e controllate dal Comune e di trasmettere il testo anche alla Città metropolitana e alla Regione. 


I principi si richiamano alla XII norma transitoria della Costituzione, che vieta la riorganizzazione, in qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Il testo lamenta le "sempre più frequenti manifestazioni promosse dalle organizzazioni che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale e dall'ordinamento repubblicano": il riferimento è ad un blitz di Casa Pound in Consiglio comunale avvenuto a giugno e all'irruzione di alcuni manifestanti di destra nei locali di un'associazione che si occupa di rifugiati a Como.