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Le cene sono andate di traverso: Marino condannato a 2 anni per il caso scontrini

L'ex sindaco della Capitale era stato assolto in primo grado. Ora resta la Cassazione

Ignazio Marino, sindaco di Roma
Ignazio Marino, sindaco di Roma

globalist

11 Gennaio 2018 - 16.13


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Alla fine è arrivata una brutta sentenza, anche se c’è sempre la Cassazione: i giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Roma hanno condannato l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino a due anni per il ‘caso scontrini’. Marino, presente in aula per la sentenza, in primo grado era stato assolto da tutte le accuse.
Per l’ex sindaco il pg Vincenzo Saveriano nella scorsa udienza aveva sollecitato una condanna a due anni e mezzo per le accuse di peculato e falso in relazione al ‘caso scontrini’ e la conferma dell’assoluzione per l’accusa di truffa per le consulenze della Onlus Imagine.
L’ex sindaco dovrà risarcire il Campidoglio
Ignazio Marino dovrà risarcire il Campidoglio per le cene consumate tra luglio del 2013 e giugno del 2015 pagate con la carta di credito in dotazione all’allora primo cittadino. Nella sentenza con la quale hanno condannato l’ex sindaco di Roma a due anni per peculato e falso, i giudici hanno disposto il risarcimento dei danni al Comune di Roma, che si era costituito parte civile al processo contro l’ex sindaco, da liquidarsi in sede civile. Per i pasti 56 finiti nell’inchiesta erano stati spesi complessivamente 12.700 euro.

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