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La palazzina per i migranti incendiata per razzismo: la Procura di Ascoli formula l'accusa

La palazzina è stata bruciata per evitare che ospitasse i 37 migranti cui era destinata, decisione che aveva incontrato la rabbia della popolazione.

La palazzina era destinata ai migranti, ma la popolazione contrario aveva creato un comitato di protesta
La palazzina era destinata ai migranti, ma la popolazione contrario aveva creato un comitato di protesta

globalist

2 Gennaio 2018 - 17.20


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La Procura di Ascoli Piceno ha formulato un’ipotesi di reato di incendio doloso aggravato da odio razziale, riguardo il rogo della palazzina di Via Tevere a Pagliare, destinata a opsitare 37 migranti e bruciata durante la notte di Capodanno. 

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Terminato poco fa il sopralluogo del om Umberto Monti insieme ai Cc del Nucleo investigativo di Ascoli, del Nucleo operativo di San Benedetto del Tronto e della Stazione di Monsampolo. Gravissimi i danni alla struttura di tre piani e ai mobili all’interno. Le fiamme sarebbero state appiccate con un accelerante utilizzato per accendere camini e bracieri reperibile in commercio.

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L’incendio si è propagato rapidamente in tutta la palazzina causando danni ingenti. Per spegnerle è stato necessario un intervento durato quasi quattro ore da parte di dieci vigili del fuoco con quattro mezzi. Subito sono scattate le indagini dei carabinieri per identificare gli autori dell’incendio. Anche la Prefettura di Ascoli sta seguendo la situazione. Nei mesi scorsi, grandi polemiche avevano accompagnato a Spinetoli la notizia dell’arrivo imminente dei migranti ed erano state organizzate manifestazioni di protesta della cittadinanza.

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