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Scatta la petizione online per una procreazione responsabile: "Pillole e preservativi gratis"

Un appello rivolto al Ministero della Salute e all'Agenzia del Farmaco (Aifa) per rendere gratuita la contraccezione in Italia 

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Scatta la petizione online per una procreazione responsabile

globalist

29 Dicembre 2017


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E’ quanto chiede il Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole – formato da ginecologhe, ostetriche, epidemiologi e giornalisti di tutta Italia – in una petizione lanciata lo scorso 6 dicembre sulla piattaforma Change.org. Un appello rivolto al Ministero della Salute e all’Agenzia del Farmaco (Aifa) per rendere gratuita la contraccezione in Italia dove, sostengono i firmatari, “a differenza di altri Paesi europei come la Francia, il Belgio e la Germania, è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini, salvo rare iniziative locali”. Secondo il portavoce del Comitato, il ginecologo consultoriale Pietro Puzzi, “è necessaria un’azione a livello nazionale per rimuovere discriminazioni economiche e territoriali e garantire a tutte le cittadine e i cittadini, anche quelli che appartengono alle fasce socio- economiche più svantaggiate, l’accesso a presidi che rientrano nella lista delle medicine essenziali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e aggiornata nel 2017”. “Chiediamo a tutta la società civile, cittadine e cittadini, di far sentire la propria voce firmando il nostro appello”, aggiunge la collega Marina Toschi, sostenendo che “oggi in Italia il costo della contraccezione risulta troppo oneroso per tante donne, coppie e famiglie in condizioni di disagio economico, acuite dalla crisi. La concreta difficoltà di regolare la propria fertilità, programmando e distanziando adeguatamente le gravidanze, ma anche la scelta obbligata del contraccettivo meno adatto – prosegue – hanno un evidente impatto negativo sulla salute fisica e psicologica di queste donne, accentuando ulteriormente i loro problemi economici e sociali”. Da qui il lancio della petizione online che ha già superato le 26mila firme.

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