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Mamma con un bimbo disabile licenziata in tronco dall'Ikea

La donna, che è separata, e ha due figli piccoli ha chiesto all'azienda svedese di non attaccare il turno alle 7 del mattino. Prima il consenso, poi il voltafaccia. Sciopero dei suoi compagni

La sede dell'Ikea a Corsico, nel milanese
La sede dell'Ikea a Corsico, nel milanese

globalist

28 Novembre 2017 - 18.28


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Si chiama Marica Ricutti, ha 39, separata e con due figli, uno è disabile. Ha chiesto alla sua azienda – l’Ikea – di non attaccare alle 7 del mattino. E per tutta risposta l’aziensa svedese l’ha licenziata in tronco. Un calcio ai diritti, purtroppo rafforzato dall’articolo 18, tanto che i colleghi di Corsico hanno scioperato oggi per due ore e hanno deciso per il 5 dicembre un presidio davanti al luogo di lavoro.

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La donna aveva accettato il cambiamento di reparto nel punto vendita alle porte di Milano, chiedendo che il gruppo le andasse incontro per gli orari. All’inizio Ikea avrebbe dato l’assenso ma poi l’atteggiamento sarebbe cambiato.La settimana scorsa è arrivato il licenziamento in tronco essendo venuto meno il rapporto di fiducia con la lavoratrice (che ha l’articolo 18) in due occasioni nella quali la donna si è presentata al lavoro in orari diversi da quello previsto. “Ikea dà un segnale a tutti: se non rispetti gli orari, te ne vai” sintetizza il segretario milanese della Filcams Cgil, Marco Beretta.

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