Il bengalese pestato dai razzisti: mi hanno chiamato negro di merda e poi l'inferno

Parla il giovane bengalese pestato a sangue dal branco a piazza Cairoli. È ricoverato in prognosi riservata al San Camillo. Forse oggi sarà sottoposto a intervento chirurgico

Il bengalese pestato a sangue

Il bengalese pestato a sangue

globalist 30 ottobre 2017

«Se non ci fossero state quelle ragazze, probabilmente mi avrebbero ucciso». Kartik Chondro ne è sicuro. «A salvarmi sono state loro, stavano con quelli che mi hanno pestato. Sembravano più piccole dei loro amici. Devo dire però che sono state brave: si sono messe in mezzo, tiravano via quelli che mi picchiavano. Credo che senza di loro sarebbe andata molto peggio», precisa il cameriere bengalese massacrato di botte sabato notte in piazza Cairoli, a due passi dal ministero della Giustizia, da un branco di bulli razzisti. Chondro, 27 anni, è ricoverato con 30 giorni di prognosi nel reparto maxillo-facciale dell’ospedale San Camillo. Ha il volto devastato: mandibola, orbite oculari e naso fratturati. A ridurlo così - già oggi forse sarà sottoposto a intervento chirurgico - è stato per la polizia Alessio Manzo, studente di 19 anni di un istituto alberghiero dell’Ardeatino, ma residente ad Acilia. È stato arrestato per tentato omicidio aggravato dall’odio razziale.


I fatti. Siamo a un passo da Largo di Torre Argentina e da Campo de' Fiori. L'allarme è scattato intorno alle tre della notte scorsa, quando la polizia è intervenuta per soccorrere un uomo sanguinante a terra in Piazza Cairoli Accanto a lui, un cittadino egiziano che avrebbe raccontato che erano stati vittime di un'aggressione da parte di alcuni ragazzi, che avrebbero rivolto loro insulti a sfondo razziale, passando poi alle vie di fatto. Dalle descrizioni fornite dalle vittime gli agenti del commissariato Trevi hanno fermato poco dopo cinque giovani in Via delle Botteghe Oscure. Si tratta di un 17enne, tre 18enni e un 19enne. Uno di loro è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio. Per gli investigatori si sarebbe accanito sulla vittima quando era già a terra, colpendola ripetutamente con calci al volto. Gli altri ragazzi invece sono stati denunciati per lesioni aggravate e percosse.
Si tratta di tifosi della Roma con simpatie verso l'estrema destra. In particolare il diciottenne arrestato è un ultras giallorosso con alle spalle qualche piccolo precedente. 
L'ipotesi investigativa: unica regia tra le due tifoserie  per alzare il livello di scontro
In altri termini, in vista della manifestazione di Forza Nuova convocata per il prossimo 4 novembre, si stanno controllando le mosse dei gruppi estremisti di destra che hanno i loro adepti in tutte e due le tifoserie capitoline e che possono avere interesse ad alzare il livello della tensione e dello scontro, o che stanno aizzando la loro "base" (se si può chiamare base) a fare militanza attiva, ossia menare le mani o provocare.
In questa ottica, come già accadde in passato, gli ultras delle due curve possono essere il volano attraverso il quale il braccio di altre menti.
La condanna della Comunità di Sant'Egidio
La Comunità di Sant'Egidio esprime "vicinanza e solidarietà ai due cittadini stranieri, bengalese ed egiziano, vittime di un terribile agguato la notte scorsa nel cuore di Roma mentre tornavano dal lavoro che svolgono in un ristorante del centro storico".
"La violenza, accompagnata da un linguaggio di disprezzo, è spesso il frutto di una ''predicazione dell'odio'' nei confronti di chi si ritiene diverso, alimentata da pregiudizi e ignoranza o da colpevoli strumentalizzazioni. A farne le spese sono, troppo spesso, persone innocenti, in questo caso lavoratori già inseriti nel tessuto produttivo della città. Roma non può accettare che prevalga questo clima: c'è bisogno di costruire una rete che favorisca l'incontro fra realtà diverse, la conoscenza e l'integrazione tra i suoi abitanti, soprattutto nelle periferie. Il fatto che gli autori dell'agguato siano tutti giovanissimi richiede inoltre un impegno importante di educazione al rispetto e alla non violenza che deve coinvolgere tutti, a partire dalle scuole e dalle famiglie", conclude la nota.
La sindaca Raggi: aggressione vile


"Aggressione razzista contro i due cittadini stranieri è vile. Solidarietà a vittima picchiata da branco". Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.