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Tre e cinque anni: che fine faranno i bimbi di Gloria, vittima dell'orrore?

Sono i figli della ragazza uccisa di botte dai parenti perché non voleva prostituirsi. Il padre in carcere li rivuole quando uscirà a febbraio. Il parroco spera che siano dati alla nonna che sarebbe aiutata dalla sua associazione

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globalist

13 Ottobre 2017 - 14.39


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Tre e cinque anni. Il più grande ha raccontato ai giudici cosa facevano alla mamma i “cattivi”. Le botte, le lacrime, la paura. Una testimonianza che i magistrati hanno considerato cruciale. Tre e cinque anni. Sono i figli di Gloria, massacrata dai parenti perché non voleva prostituirsi, ammazzata di botte in una sera di fine luglio sul ciglio della strada perché aveva osato ribellarsi, perché voleva riprendersi la vita. La sua e quella dei bambini. I bambini, certo. Il suo unico grande amore. Un amore corrisposto: i piccoli adoravano quella mamma giovane che rideva solo se li aveva accanto. E poi l’orrore. Poi mamma è morta. E loro sono finiti in una casa famiglia di Cassino, un luogo protetto.
Il padre dei piccoli, D.M., rumeno di 30 anni, è in carcere. Uscirà a febbraio. Li aveva riconosciuti ma dei bimbi, stando ai racconti dei pochi amici di Gloria, non si era mai preoccupato. E ora, invece, attraverso il suo difensore fa sapere che i figli sono i suoi e li vorrebbe in affido.
Una ipotesi che non va giù a don Ermanno, un prete che conosceva la ragazza, e a Carmela la nonna di Gloria. Il sacerdote, fondatore dell’associazione umanitaria “Il giardino delle Rose blu” si è detto favorevole ad aiutare la nonna nell’educazione dei bambini che verrebbero seguiti nell’orario extra scolastico da personale specializzato. Il 24 ottobre i giudici del Tribunale dei minori di Roma decideranno la sorte dei piccoli. Speriamo che la loro mamma, in qualche modo, possa proteggerli ancora una volta.

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