Nuovo schiavismo: lavoratori sottopagati e minacciati. Quattro arresti

Un'indagine a Civitavecchia fa emergere una sconcertante storia di vessazioni e sfruttamento. Un'operaia sequestrata per non parlare con la polizia

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27 Settembre 2017 - 07.32


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Se questo è un uomo o una donna, pagati 3,90 euro all’ora, senza ferie, malattia retribuita e tredicesima, il tutto sotto la costante minaccia, esplicita e violenta, di ripercussioni o di licenziamento.

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L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Tarquinia fa emergere un quadro infernale e per fortuna ha portato all’arresto di quattro persone con l’accusa di caporalato, estorsione, sequestro di persona, sfruttamento e minacce ai danni di lavoratori nonché truffa aggravata ai danni dell`Inps.

Le indagini, dirette dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia Andrea Vardaro e dal sostituto procuratore Alessandra D`Amore sono state eseguite dai Finanzieri della Compagnia di Tarquinia, agli ordini del capitano Antonio Petti e hanno portato alla luce un sistema perverso e spregiudicato di sfruttamento di operai impiegati in una nota azienda tarquiniese, operante nel settore metalmeccanico.

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Gli operai erano costretti ad accettare, visto il proprio stato di bisogno e l’assoluta precarietà della propria situazione economica, una retribuzione oraria di molto inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro per i metalmeccanici (circa 3,90 euro a fronte di un importo previsto non inferiore agli 8,28 euro), nonché ad effettuare ore di straordinario pagate in modo irrisorio (circa 2 euro a fronte delle previste 12,42 euro) o addirittura, in alcuni casi, senza retribuzione. A volte, infatti, i lavoratori erano obbligati ad effettuare orario suppletivo a gratis per riparare cattivi assemblaggi o per il mancato raggiungimento del numero minimo giornaliero dei pezzi previsti.

Inoltre, fin dalla stipula del contratto di assunzione “part time”, gli arrestati richiedevano ai dipendenti di sottoscrivere contratti che prevedevano attività lavorativa per sole quattro ore al giorno, a fronte delle effettive otto/dieci ore giornaliere pretese e li obbligavano a sottoscrivere, per avere maggior potere ricattatorio, lettere di licenziamento in bianco, rinvenute dai Finanzieri presso lo studio del consulente del lavoro a seguito di perquisizione.
I lavoratori così erano continuamente minacciati di licenziamento, soprattutto quando si lamentavano dello sfruttamento di cui erano vittime e reclamavano il rispetto dei propri diritti.

Nel corso delle indagini sono emersi anche i diversi tentativi di ostacolare le indagini e di influenzare i testimoni.

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Gli arrestati sono arrivati anche al sequestro di persona. Hanno infatti esitato a prelevare con l’inganno un`operaia e a condurla presso una casa isolata nelle campagne della zona, privandola della libertà personale e dove veniva pesantemente minacciata e intimidita per farla desistere dal presentarsi dinanzi ai Finanzieri, e fornire ulteriori informazioni utili alle indagini. Nella stessa occasione alla vittima veniva sottratto materiale probatorio di rilevante interesse investigativo che poi veniva rinvenuto e sequestrato nel corso delle perquisizioni disposte dai magistrati.

Le indagini hanno consentito, inoltre, di accertare anche un`ingente truffa ai danni dell`Inps.

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