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Emanuela Orlandi aria di bufala, il cardinal Tauran: è solo una montatura

Il documento non è protocollato e non ha firma del responsabile, potrebbe averlo scritto chiunque

Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi

globalist

19 Settembre 2017 - 12.24


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“E’ tutta una montatura”. Con queste parole il cardinale camerlengo Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha liquidato le rivelazioni contenute nel libro di Emiliano Fittipaldi, ‘Gli impostori’, sul caso Orlandi.
Il porporato, interpellato da ‘Repubblica’, si richiama alla nota diramata ieri dal Vaticano e fa suoi gli aggettivi usati dal portavoce Greg Burke per definire la lettera pubblicata nel libro, che uscirà venerdì: “Falsa e ridicola”, conferma, dicendosi “d’accordo con la Segreteria di Stato: il documento non è autentico e sono del tutto false e prive di fondamento le notizie in esso contenute”.

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Una documentazione «falsa e ridicola». Così il portavoce della Santa Sede, Greg Burke, ha bollato la lettera pubblicata da Emiliano Fittipaldi riguardo il caso di Emanuela Orlandi. Ma il giornalista – già imputato e assolto nel processo Vatileaks 2 – ha insistito: «Anche se fosse falso segnalerebbe uno scontro di potere senza precedenti all’interno della Santa Sede». E si è chiesto chi potrebbe averlo confezionato e perchè? Il documento riportato da Fittipaldi su Repubblica.it (e nel suo libro di prossima uscita “Gli impostori”) sarebbe parte del dossier sul caso della cittadina vaticana scomparsa nel 1983, del quale il sostituto della Segreteria di Stato Giovanni Angelo Becciu aveva negato l’esistenza.
Si tratta della lettera di accompagnamento di un ipotetico rendiconto finanziario dal quale risulterebbero spese per 483 milioni di lire che il Vaticano avrebbe sostenuto dal 1983 al 1997 relativamente alla vicenda della giovane cittadina del piccolo Stato, in parte per ricercarla ma anche per trattenerla all’estero e poi per riportarla indietro «alla fine». Infatti la documentazione sembra riferirsi anche a un soggiorno della sfortunata ragazza in un collegio italiano dei padri scalabriniani a Londra e al rientro di una salma dalla capitale inglese, cioè sviluppi inquietanti ma che, viene fatto notare, appaiono inverosimili in quanto centinaia di persone ne sarebbero state a conoscenza. «Il muro sta cadendo», ha scritto su Facebook il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro.

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