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Uccide il padre violento per difendere la madre: arrestato un giovane

Il giovane, Daniele Leggiero di 28 anni, si trova ora ai domiciliari. La donna aveva fatto credere di essere lei l'assassina per proteggere il ragazzo.

Carabinieri
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globalist

17 Settembre 2017 - 08.34


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Una storia terribile di violenze e soprusi in famiglia finita nel peggiore dei modi: Giuseppe Leggiero, imprenditore 50enne, è stato ucciso dal figlio per difendere la madre dall’ennesima lite violenta tra le mura domestiche.
Il giovane, Daniele Leggiero di 28 anni, si trova ora ai domiciliari mentre la donna, Patrizia Navarra, è stata scarcerata: aveva fatto credere di essere lei l’assassina per proteggere il ragazzo.
Nella tarda serata di ieri i carabinieri di Alvignano (Caserta) erano intervenuti in via San Gervasio ad Alife a seguito del decesso per lesioni all’emitorace sinistro dell’imprenditore.
Nel pomeriggio precedente la moglie con l’aiuto del figlio avevano portato il parente all’ospedale di Piedimonte Matese asserendo che questi era stato vittima di un incidente sul lavoro verificatosi mentre erano intenti alla lavorazione di latticini all’interno del caseificio di loro proprietà. Giuseppe Leggiero è morto poco dopo a seguito delle lesioni riportate. Sin dai primi accertamenti i militari dell’Arma hanno rilevato che l’area indicata come luogo dell’incidente era estremamente pulita e in ordine e la ricostruzione dei fatti riferiti dalla donna portava a versioni tra loro contrastanti. Nel corso dell’interrogatorio, la donna ha rilasciato una confessione completa confermando di aver colpito, nel corso di una violenta lite, il coniuge con un coltello utilizzato per la lavorazione casearia.
La donna ha raccontato che i motivi del delitto erano da ricondurre al carattere violento e alle continue aggressioni fisiche e minacce verbali di cui era stata vittima negli anni da parte del marito, e per le quali non ha mai sporto denuncia. A quel punto la salma è stata trasportata all’Istituto di Medicina Legale di Caserta per l’autopsia. I carabinieri hanno quindi arrestato la 49enne, portandola in carcere a Pozzuoli (Napoli).
Dal racconto della donna sono però emerse delle incongruenze, e alle 2.30 le manette sono scattate per il figlio 28enne che, reo-confesso, ha confutato la dichiarazione resa dalla madre alla presenza del difensore di fiducia.
Il giovane ha confessato l’omicidio del padre raccontando di essere intervenuto nello stabile adiacente alla loro abitazione, adibito a caseificio, per cercare di sedare l’ennesima lite tra i genitori.

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