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Tutti contro tutti: i violentatori di Rimini si accusano a vicenda

Intanto Guerlin Butungu, il 20enne accusato degli stupri ha negato qualsiasi addebito. 

Guerlin Butungu
Guerlin Butungu

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4 Settembre 2017 - 12.27


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E’ stato interrogato fino a tarda sera Guerlin Butungu, il 20enne accusato degli stupri di Rimini ma ha negato qualsiasi addebito. A incastrarlo, però, oltre alle testimonianze delle vittime, le immagini delle telecamere di sorveglianza, i movimenti registrati dal telefono e il racconto dei suoi complici, in particolare dei due fratelli marocchini di 15 e 16 anni che sabato pomeriggio si sono presentati nella caserma dei carabinieri di Montecchio di Pesaro per costituirsi. Oggi per il giovane congolese dovrebbe scattare la convalida dell’arresto.

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Il terzo componente del branco è un nigeriano di 17 anni, bloccato dalla squadra Mobile di Rimini. I quattro, la notte tra il 25 e 26 agosto, a Miramare (Rimini) hanno picchiato selvaggiamente un turista polacco, stuprato la compagna di 26 anni e, un’ora più tardi, violentato e picchiato una transessuale peruviana lungo la statale adriatica. Ieri, il congolese è stato sentito dalla procura romagnola che ha riconvocato in questura la transessuale per il riconoscimento ufficiale.

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I tre minorenni, invece, sono già stati trasferiti nel carcere minorile del Pratello di Bologna e hanno negato di aver partecipato alle violenze sessuali, mentre ammetterebbero le percosse. I due fratelli di 15 e 16 anni sono immigrati di seconda generazione, nati in Italia da genitori marocchini, e avevano precedenti con la giustizia per furti e minacce. Il procuratore per i minorenni di Bologna, Silvia Marzocchi, nel decreto di fermo nei confronti dei minorenni parla di “turpi, brutali e ripetuti atti di violenza”.

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