Minniti: sui migranti ho temuto per la tenuta democratica dell'Italia

Il ministro dell'Interno: di fronte alle barricare e ai sindaci che dicevano no abbiamo cominciato a regolare i flussi

Il ministro dell'Interno Marco Minniti

Il ministro dell'Interno Marco Minniti

globalist 29 agosto 2017

Per alcuni è uno che mostra i muscoli e deve coprire Renzi a destra. Per altri è un tecnico che ha dimostrato piglio per risolvere situazioni complicate.
E lui che dice? "Ho temuto per la tenuta democratica del Paese di fronte alle barricate per l'arrivo di migliaia di stranieri, e ai sindaci che mi dicevano di no. Ho capito che andava governato subito il flusso migratorio e l'abbiamo fatto". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Marco Minniti, intervenuto a Pesaro nell'ambito della festa dell'Unità dedicata agli enti locali. "Abbiamo fatto da apripista - ha aggiunto -. A Parigi hanno approvato il nostro lavoro".
"Se un uomo fugge da guerre e carestie io ho il dovere di accoglierlo come Dio comanda". Ha aggiunto Minniti che ha anche parlato della legge sullo Ius Soli. "Un ragazzino nato in Italia, che studia qui, perche deve aspettare 18 anni" per diventare italiano? Lo Ius soli è politica di integrazione perché rende il nostro paese più sicuro".
"Partiamo dal presupposto che io sono scaramantico, e quindi 'mai dire mai', però ricordiamoci che a differenza di tutti gli altri Paesi l'Italia viene da due vittorie: abbiamo sconfitto il terrorismo interno e il terrorismo mafioso, quando la mafia decise di mettere le bombe. I responsabili di quelle decisioni sono tutti al 41 bis". Così ha risposto Minniti sul tema terrorismo. "La nostra polizia - ha ricordato il ministro - è fra le più brave e preparate al mondo. Non lo dice il ministro dell'Interno, sarebbe facile, ce lo dicono i nostri partner".