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Amburgo: video e foto documentano le violenze della polizia tedesca

Visita in carcere della madre di Emiliano Puleo: con gli italiani e i greci usano la mano dura.

Polizia di Amburgo
Polizia di Amburgo

globalist

30 Luglio 2017 - 15.29


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Si dice che una madre capisce sempre come sta il figlio, anche a distanza. Mamma Fina è appena rientrata a Partinico, nella casa di campagna di famiglia, ma per fortuna ha potuto finalmente rivedere di persona il suo Emiliano nel carcere di Amburgo, dove è stato arrestato con altri cinquanta italiani durante le proteste per il G20. “Ho trovato Emiliano sereno, sicuro di non aver fatto nulla e che le accuse contro di lui cadranno”.

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“Ho avuto il permesso di poterlo incontrare ogni quindici giorni, per un’ora. Sarò lì tra due settimane. Questa volta con me ho portato una sua amica, altri suoi amici, quelli che in questi giorni hanno animato la mobilitazione per riportarlo a casa, vorranno venirci la prossima volta”.
“Che tempi si prevedono? Capiremo dall’udienza che si terrà all’inizio della prossima settimana per un ragazzo di 18 anni di Feltre… Se continueranno col pugno duro, si potrebbe arrivare a settembre… Ad agosto si ferma tutto e loro potrebbero restare dentro… Pensi che questo ragazzo di 18 anni, in carcere dal giorno delle manifestazioni, è dentro per disturbo della quiete pubblica…”.

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Queste le parole della madre di Emiliano. Duri soprattutto con gli stranieri, soprattutto con italiani, spagnoli e greci, come ha confermato l’avvocatessa Maja Beisenherz, del Legal Team del No G20. Il team e un gruppo di parlamentari tedeschi, impegnati a smontare i pochi, inconsistenti elementi d’accusa, stanno invece raccogliendo molte prove delle violenze della polizia in quelle ore di scontri. Già sono cento i poliziotti individuati mentre la violenza in maniera indiscriminata, contro i giovani isolati in piazza, risparmiando i gruppi violenti. Infatti, secondo gli elementi raccolti dai parlamentari di Die Linke la polizia anziché attaccare e disperdere i gruppi organizzati, preferiva scegliere e fermare ragazzi soli o in gruppo, assai distanti dalle strade e piazze scenario degli incidenti. Ci sono foto e video che lo proverebbero. Come è stato per Emiliano, bloccato a mezzo chilometro di distanza e da poliziotti diversi da quelli che seguivano gli scontri. A fronte della documentazione raccolta contro i metodi della polizia, fragili gli elementi contro gli italiani. Emiliano è dentro solo per la testimonianza di chi ha visto un ragazzo vestito di nero che forse parlava italiano. Il ragazzo di diciotto anni di Feltre che tornerà davanti al giudice all’inizio della prossima settimana è stato fermato ed arrestato perché, con una ragazza, pure questa arrestata, si era fermato a soccorrere una giovane con una brutta frattura, con l’osso esposto. Le autorità tedesche – senza alcuna concreta iniziativa delle nostre autorità – stanno applicando sui tanti stranieri fermati ed arrestati le leggi speciali pensate per ben altre emergenze.
“Nell’attesa, Emiliano è sereno – dice mamma Fina – ora può socializzare con altri detenuti, ad orari precisi, lungo il corridoio del carcere. Può scrivere, regole rigorosissime invece, per quel che chiede, libri compresi. Non i suoi, che potremmo portargli noi, ma ordinati su internet, dopo precisa richiesta ed autorizzazione. Il carcere di Amburgo ha regole rigide ma pare che come struttura sia migliore di tante altre. Non ci resta che attendere. Qui, amiche e amici di Emiliano continuano la mobilitazione. Non è facile mantenere l’attenzione su questo caso, ma noi non molliamo”.
E mamma Fina, contando i giorni che la separano dal nuovo incontro col suo Emiliano, sperando in un diverso atteggiamento dei giudici tedeschi, torna ad aiutare la famiglia nei lavori della piccola azienda agricola che da quasi tre settimane non può contare sulle braccia del più giovane, Emiliano. Quando tutto finirà, a Partinico sarà festa.

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