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Pavia, donna strangolata: trovato il corpo in un silos. Il figlio confessa

La vittima era scomparsa lo scorso 4 luglio. Il giovane è ora sottoposto a fermo giudiziario con l'accusa di omicidio volontario

Il cadavere di una donna strangolata è stato trovato in un silos del pavese.

globalist

25 Luglio 2017


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Era sparita da casa lo scorso 4 luglio, è stato ritrovato il cadavere in un silos del pavese. Rosina Papparella, 50 anni, era scomparsa senza lasciare tracce e si pensava a un allontanamento volontario. Dopo venti giorni, il corpo della donna è stato ritrovato dai vigili del fuoco.

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Il figlio Marco Fiorentino, 23 anni, avrebbe confessato ai medici del reparto psichiatria dell’ospedale San Paolo di Milano di essere il responsabile della sparizione e della morte della madre. Il giovane è ora sotto fermo giudiziario. Si è risaliti a lui, che viveva col padre disabile e la madre nella frazione Villanova de’ Beretti del comune di Giussago (Pavia), in seguito a un intervento dei soccorritori del 118. Colto da una crisi, Fiorentino aveva accoltellato il padre ferendolo, ma in maniera non grave. Trasportato per un trattamento sanitario obbligatorio alla psichiatria del San Paolo, a Milano, il giovane – in modo confuso e frammentario – avrebbe fornito informazioni anche sulla madre sparita da tre settimane e avrebbe confessato di essere il responsabile della sparizione della donna. Grazie alle sue indicazioni, sono scattate le ricerche nelle campagne e i vigili del fuoco, guidati dal cattivo odore, hanno trovato il corpo di Rosetta Papparella quasi mummificato.

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Marco Fiorentino è ora sottoposto a fermo giudiziario con l’accusa di omicidio volontario. Al collo della donna sono stati ritrovati evidenti segni di strangolamento.

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