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Arrestato durante il G20 in Germania: resta in carcere il ragazzo palermitano

Mano pesante dei giudici tedeschi contro Emiliano Puleo. Presidio davanti alla Prefettura di Palermo. "In atto un vero e proprio accanimento"

Amburgo, trentenne di Partinico in carcere per le contestazioni al G20
Amburgo, trentenne di Partinico in carcere per le contestazioni al G20

Desk

23 Luglio 2017 - 15.36


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“Emiliano libero subito!” Lo slogan del presidio tenuto davanti alla Prefettura di Palermo è stato questo. Emiliano Puleo è un ragazzo siciliano di Partinico, il paese del sociologo non violento Danilo Dolci. E il suo impegno è maturato all’ombra dell’insegnamento di Dolci. Emiliano resta in carcere ad Amburgo. Lo ha deciso il giudice durante l’udienza di convalida che ha respinto la richiesta di scarcerazione formulata dalla difesa.

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Qualche giorno prima la stessa sorte era toccata agli altri due ragazzi siciliani arrestati durante le manifestazioni che contestavano il vertice internazionale: Alessandro Rapisarda e Orazio Sciuto, di Catania. “Siamo preoccupati perché la vicenda sta acquisendo, giorno dopo giorno, contorni sempre meno giudiziari e sempre più politici e punitivi” dice Valentina Speciale, segretaria del circolo di Rifondazione Comunista di Partinico. Dello stesso avviso il parlamentare tedesco Martin Dolzer del partito Die Linke che dopo il colloquio avuto con Emiliano in carcere, ha affermato che “attualmente in Germania contro gli italiani che hanno contestato il G20 è in atto un vero e proprio accanimento”.

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Dopo l’esito negativo dell’udienza, l’ordinanza cautelare sarà impugnata dinanzi al giudice del riesame tedesco. “Speriamo – dichiara Vincenzo Fumetta, di Rifondazione – in un atteggiamento più imparziale e meno permeabile alle pressioni della politica e dei media teutonici, che invocano il pugno di ferro contro i manifestanti stranieri individuati come ‘capro espiatorio’ di una fallimentare gestione dell’ordine pubblico”. In Germania nei confronti dei manifestanti hanno applicato leggi speciali che in Italia sarebbero sicuramente incostituzionali, come quella che prevede la possibilità di prolungare il fermo fino a 14 giorni”.

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Per accendere i riflettori su quello che sta accadendo e sollecitare l’intervento immediato delle istituzioni italiane, si è tenuta la manifestazione davanti alla Prefettura. Un presidio di solidarietà. “Le istituzioni italiane, a tutti i livelli – dicevano gli amici del ragazzo di Partinico – non possono tacere né stare a guardare”. Emiliano è in carcere da più di due settimane, per arresti che sono apparsi “a tappeto”, senza distinzione di responsabilità. E l’atteggiamento delle autorità italiane appare reverenziale nei confronti di Berlino, che avanza accuse pesanti, di natura”politica” agli arrestati.

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