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Stop al panino in classe, la mensa diventa obbligatoria

Un disegno di legge in discussione al Senato sancisce che la ristorazione scolastica è parte integrante delle attività formative

Un nuovo decreto di legge farà sparire il panino a scuola e renderà la mensa obbligatoria
Un nuovo decreto di legge farà sparire il panino a scuola e renderà la mensa obbligatoria

globalist

18 Luglio 2017 - 07.31


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Governo e parlamento intervengono con un disegno di legge per dare una svolta alla ristorazione scolastica che prevede l’eliminazione del  panino a scuola e la mensa obbligatoria. Dal testo, ora in discussione al Senato, si legge che “i servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”. Chi promuove la legge ha sostenuto che con questa normativa finisce il caos sul fronte dei pranzi a scola. I genitori del “panino in classe” hanno protestato affermando di aver diritto all’alternativa alla mensa.

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In mezzo, ci sono cinque milioni di ragazzi che tutti i giorni mangiano in classe. “Non hanno coinvolto le famiglie – hanno replicato i genitori -. Diventa obbligatoria non la mensa, ma il servizio pagamento in mensa”. “Quelli del panino” non intendono rinunciare al fai-da-te e hanno accusato  governo e Parlamento di voler “fare un favore alle grandi aziende della ristorazione, che non pensano alla qualità”.
Il testo è passato ora alla commissione Agricoltura del Senato per poi essere vagliato dall’Istruzione e finire poi il percorso in Aula. I genitori che non intendono cedere hanno già elaborato il loro piano di battaglia. Chiederanno di passare dal tempo pieno a quello normale “per una questione”, dicono, “di qualità e di costi”. I genitori di Torino, quelli che hanno guidato la protesta approdata alla sentenza in Appello, fanno notare che a Torino si parla di 7,10 euro a pasto, a Napoli di 4,50, a Milano di 4, a Perugia di 2. “Un’imposizione – hanno accusato – che incrementerà l’iniquità tra le famiglie”.

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Dall’altra parte, i sostenitori del disegno di legge hanno assicurato che, nei criteri di scelta dell’azienda fornitrice, a prevalere sarà “il principio della qualità”, come ha affermato la senatrice Pd Angelica Saggese, relatrice del ddl in commissione, che ha dichiarato: “Il nostro scopo non è obbligare nessuno, ma aumentare il livello del servizio, rendendo migliore ciò che si mangia”. Per non parlare, ha concluso, del problema dei “bambini ghettizzati, che mangiano da soli” e delle “questioni igienico-sanitarie”.

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