L'amica della dottoressa uccisa: due sue denunce erano state archiviate

Il racconto: lo stalker non era un suo ex, era solamente ossessionato da lei e voleva intrufolarsi nella sua vita

Ester Pasqualoni

Ester Pasqualoni

globalist 21 giugno 2017

Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate". Lo ha raccontato Caterina Longo, amica di Ester Pasqualoni, il medico ucciso a Sant'Omero (Teramo). L'uomo, dice Longo, la perseguitava "da diversi anni", la "osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei".
"Aveva presentato due denunce in autonomia, non da me - continua l'avvocato Longo - A me si era rivolta dopo l'archiviazione. Io le suggerivo di andare avanti, ma lei non voleva problemi. Era stanca ed era rimasta malissimo per l'archiviazione. Era andata dove pensava di potersi far proteggere, ma così non è stato. E' il sistema italiano purtroppo". "Voleva che lui la lasciasse in pace e voleva vivere serenamente e far stare tranquilli i suoi due figli. Lei era per la pace, era per la vita. Incontrava la morte e il dolore tutti i giorni a causa del lavoro che faceva e non ne voleva altro. Nella sua vita privata voleva solo stare tranquilla. Era buona, vitale. C'era sempre per tutti", conclude Caterina Longo.


Per approfondire leggi: Ennesimo femminicidio annunciato: troppa inerzia contro gli stalker