Il vescovo: chiedere scusa ai gay per come sono stati disprezzati in passato

Monsignor Massimo Camisasca è intervenuto sul gay pride che si svolgerà a Reggio Emilia: ogni persona merita rispetto

Il Vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca

Il Vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca

globalist 27 maggio 2017

Parole importantissime, sul solco dell'insegnamento di Papa Francesco: "Ogni persona ha uguale dignità, qualunque sia il suo orientamento sessuale e merita il rispetto di tutti. Deve perciò essere accolta 'con rispetto, compassione, delicatezza'. Così non è stato talvolta in passato. E' giusto perciò che la società e i credenti chiedano scusa a quanti hanno eventualmente disprezzato o messo in un angolo. Nessun atteggiamento anche solo di scherno va tollerato".
Con queste parole il Vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, è intervenuto nel dibattito sul Gay Pride che si terrà in città il prossimo 3 giugno.
In corrispondenza della sfilata si terrà una contromanifestazione del comitato Beata Giovanna Scopelli, formato da cattolici tradizionalisti.
"Nello stesso tempo - sottolinea il vescovo Camisasca - le persone con orientamento omosessuale 'sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione' (Catechismo Chiesa Cattolica 2358). Mentre ribadisco con convinzione l'affermazione del Catechismo che sostiene che 'gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati' (Catechismo Chiesa Cattolica 2357), sottolineo tuttavia che questo non significa un giudizio sulle persone, ma una doverosa chiarezza riguardo al bene e al male, che è un servizio al cammino stesso del popolo cristiano".