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Crollo Campanile di Accumoli, in 7 rischiano il processo: lavori da 800 euro senza collaudo

Sette indagati dalla Procura per il campanile crollato nel terremoto della scorsa estate, che ha ucciso l'intera famiglia Tucci

Accumoli
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16 Maggio 2017 - 12.15


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“Lavori da 800 euro in tutto, durati mezza mattinata, senza progetto iniziale e senza collaudo finale, sebbene almeno dal 2009 la sovrintendenza avesse scritto che il campanile della chiesa dei santi Pietro e Lorenzo aveva un «indebolimento strutturale”. È questo l’ennesimo atto di incuria in un territorio che ha vissuto la scorsa estate la terribile scossa di terremoto che ha portato al crollo del campanile di Accumoli.
Così oggi In sette rischiano il processo per il crollo del campanile, a cominciare dal geometra della curia reatina Matteo Buzzi, accusate per disastro e omicidio colposo.

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Nei prossimi mesi, salvo sorprese, potrebbero comparire davanti al giudice. I sette sono i responsabili della ristrutturazione del campanile della chiesetta di Accumoli, crollato alle prime scosse del 23 agosto scorso, uccidendo l’intera famiglia Tucci, padre, madre e due bambini piccoli. Da questa inchiesta è stata stralciata l’indagine per truffa che vede iscritto al registro degli indagati il sindaco del paesino, Stefano Petrucci, per la ristrutturazione della caserma dei carabinieri anch’essa venuta giù con le scosse ma fortunatamente senza vittime. Anche in questo caso la chiusura potrebbe arrivare a breve.
La Procura di Rieti ha formalizzato un avviso di conclusione delle indagini nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del campanile della chiesa dei Santi Pietro e Lorenzo di Accumoli (Rieti) in seguito al sisma del 24 agosto 2016.
Sugli indagati pendono i reati di disastro e omicidio colposo, abuso d’ufficio e rifiuto di atti d’ufficio. I lavori, appaltati dalla Curia di Rieti, che dovevano servire a consolidare il campanile della chiesa di Accumoli, secondo quanto ipotizza la Procura reatina nell’atto d’accusa, di fatto non furono compiuti adeguatamente, né progettati né collaudati nonostante già all’indomani del sisma dell’Aquila del 2009 la Sovrintendenza avesse già segnalato un preoccupante ‘indebolimento strutturale’. Il crollo della torre campanaria del 1200 investì un’abitazione, sfondandone il tetto e causando la morte dei membri di un’intera famiglia, padre, madre e due figli, uno dei quali di appena 8 mesi.

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