Il cartello: non vogliamo negri. E il medico replica ai cittadini: non vi curo

Corrado Lauro lancia il suo post di resistenza all'odio su Facebook: a chi ha esposto i cartelli comunico che curo solo in caso di pericolo di vita.

Cuneo, cartelli razzisti

Cuneo, cartelli razzisti

Desk1 11 maggio 2017

Agli abitanti della frazione cuneese che hanno esposto il cartello “Noi i negri non li vogliamo”, comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario se non in caso di immediato rischio di vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi a un altro più qualificato professionista”.



È questo il post di resistenza al razzismo pubblicato su Facebook dal dottor Corrado Lauro, che opera anche in chirurgia generale all’ospedale Santa Croce di Carle di Cuneo.
Il suo messaggio è esplicitamente rivolto agli abitanti delle frazioni di Roata Canale e Spinetta, dopo la polemica scoppiata per i manifesti anonimi comparsi nelle vie di questi paesi. I cittadini protestavano aspramente contro l’ipotesi che la Casa delle opere parrocchiali ospitasse 24 migranti o richiedenti asilo. Ma il comitato che sostiene la candidatura a sindaco di Giuseppe Menardi per il centrodestra, vuole denunciare il medico per aver violato il "giuramento di Ippocrate".
La polemica sui migranti aveva coinvolto anche il vescovo di Cuneo monsignor Piero Delbosco, che aveva incontrato circa 400 cittadini in un'assemblea pubblica il 30 aprile. Ma tutti gli avevano risposto quasi all’unisono: “Non li vogliamo”, dopo due ore e mezza di un dibattito dai toni accesi in cui il vescovo aveva cercato di spiegare il progetto di accoglienza dell’associazione Ubuntu di Cuneo, una onlus che rientra nell’ambito dell’organizzazione internazionale Lvia.
E il caso dei migranti che dovrebbero essere ospitati a Roata Canale ha fatto anche irruzione nella campagna elettorale di Forza Italia, con il suo candidato sindaco Menardi, che si schiera nettamente contro il post polemico del dottor Lauro.
“Questo, dopo la polemica scoppiata per i manifesti anonimi comparsi qua e là nelle frazioni citate, che protestavano, aspramente, contro l’ipotesi che la Casa delle opere parrocchiali ospitasse 24 migranti o richiedenti asilo. Ennesimo segno dell’imbarbarimento dei tempi ma, di fatto, è sicuramente più grave l’atteggiamento di questo medico ideologizzato che arriva a tradire il giuramento di Ippocrate, fondamento della sua professione e che gli impone di curare chiunque ne abbia bisogno con eguale scrupolo e impegno. Ma del resto perché stupirsi se, in modo simile al medico ma solo più diplomatico, si sono espressi anche alcuni esponenti della maggioranza del sindaco uscente Borgna: Giancarlo Arneodo e Cristina Clerico nell’ultimo consiglio comunale. Invece di guardare alla luna, cioè al problema reale, come al solito si sono concentrati sul dito puntato, cioè sul tono dei manifesti… il solito modus operandi della sinistra fatto di tante chiacchiere politicamente buoniste e pochi fatti a tutela del reale bene comune dei cittadini”.
Resta da capire, e la risposta già appare chiara, se sia più grave la lotta di un medico per i diritti umani in tempi di forte richiamo all’intolleranza galoppata dalle forza politiche, o infamanti manifesti razzisti che inneggiano all’odio.