Brindisi, tangenti per lavori nella centrale Enel: in manette 5 funzionari

Incassavano mazzette e in cambio garantivano appalti a ditte amiche.

Centrale Enel Federico II

Centrale Enel Federico II

globalist 5 maggio 2017

Incassavano mazzette e in cambio garantivano l'assegnazione degli appalti a ditte 'amiche'. Con questa accusa sono finiti sotto inchiesta cinque dipendenti della centrale Enel di Cerano, arrestati dalla guardia di finanza.


L'ipotesi di reato formulata dagli dai pm Milto De Nozza e Francesco Carluccio è di corruzione nell'ambito di appalti per lavori eseguiti alla centrale Enel Federico II di Brindisi. I 5 arrestati, uno in carcere e 4 ai domiciliari, sono dipendenti e funzionari della società elettrica. L'inchiesta è centrata, appunto, sulle presunte dazioni di denaro e altre utilità in cambio di appalti.


L'inchiesta nata anche dalle parole di un imprenditore. I vertici dell'Enel hanno avviato un'indagine interna e poi si sono rivolti alla Procura. Gli arrestati accusati di intascare tangenti e benefit sono stati licenziati.