Appalti pilotati a Terni: arrestati sindaco e assessore

Finiti ai domiciliari per l’indagine sugli appalti relativi alla manutenzione del verde. La Procura: favorivano sempre le stesse cooperative.

Leopoldo di Girolamo, sindaco di Terni

Leopoldo di Girolamo, sindaco di Terni

globalist 2 maggio 2017

Scandalo nelle istituzioni a Terni. Il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, e l'assessore ai Lavori pubblici, entrambi del Pd, sono stati arrestati, ai domiciliari, in seguito all’indagine ‘Spada’, relativa agli appalti pubblici relativi alla manutenzione ordinaria del verde pubblico sia in città sia all’interno dei cimiteri urbani, alla gestione dei servizi cimiteriali e alla gestione dei servizi turistici presso l’area della Cascata delle Marmore.


A due componenti di cooperative sociali di tipo B - di Sandro Corsi (coop Actl) e Carlo Andreucci (coop Alis) - (quelle che gestiscono attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate) è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall'attività d'impresa.


Il quadro che è emerso – secondo la procura di Terni – ha consentito di fare luce sulla illecita gestione della cosa pubblica, negli anni a cavallo tra il 2011 ed il 2016, che, in luogo di operare nel rispetto delle regole comunitarie e nazionali della libera concorrenza finalizzata alla scelta del miglior contraente, è stata improntata all’alterazione delle regole di mercato secondo un sistema illegale finalizzato a favorire le medesime cooperative sociali di tipo B, operanti nel territorio di Terni e con affluenza extra-provinciali ed extra-regionali, attraverso l’individuazione e successivo inserimento nei bandi di gara di requisiti spaziali (possesso di un’unità operativa nel territorio) e di requisiti strutturali (inserimento lavorativo di persone svantaggiate). Il percorso criminale ha trovato completamento nell’illecito frazionamento dell’importo d’asta in modo da eludere le prescrizioni del codice degli appalti e le norme comunitarie vincolanti che impongono la scelta attraverso una gara degli appaltatori e non consentono l’individuazione del contraente con l’utilizzo dei bandi modellati su di esso (‘bando fotografia’)».


In particolare, “l’amministrazione, al fine di far conseguire l’appalto pubblico sempre allo stesso contraente, in violazione delle prescrizioni dell’ANAC e delle annotazioni di alcuni responsabili del settore Servizi pubblici del Comune di Terni, ha predisposto gli appalti ad importo frazionato (ad esempio se il prezzo dl un appalto era 10, è stato frazionato in più tranche) in maniera da evitare l’asta pubblica ed assegnare i lavori con la procedura negoziata (consentita solo per lavori di modesto importo) alle cooperative di tipo B preventivamente individuate nel bando con previsioni che solo le dette cooperative avevano. Infatti, una volta ridotta fraudolentemente la basa d’asta sotto soglia comunitaria, l’amministrazione ternana ha potuto liberamente ed in maniera riservata negoziare con le solo cooperative sociali di tipo B operanti in Terni e provincia, già munite nell’atto costitutivo del requisito previsto nel regolamento comunale del 2013 dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate”.


“Il meccanismo fraudolento descritto – prosegue il procuratore capo Liguori – ha trovato completamento criminale nel senso che l’amministrazione comunale ha favorito sempre le medesime cooperative facendo ricorso, alternativamente ed ingiustificatamente, dapprima alla proroga degli appalti di servizio scaduti, cosi come poi alle procedura in economia e/o dell’affidamento diretto, anziché bandire una gara nuova, adducendo motivazioni apparenti e pretestuose, sempre attraverso il frazionamento del lavori in piccole commesse tali da eludere la norma primaria, così continuando a garantire, a volte anche per oltre 5 anni consecutivi, la gestione del contratto al medesimo raggruppamento di cooperative sociali (costituite in Ati ovvero Alis, Ultraservizi, Gea e Asso)”.


Le cifre. “Solo per citare qualche dato si annota che: per il verde pubblico urbano l’appalto è stato gestito senza gara aperta dal 2008 al 2015 per un totale di costi per il Comune di Terni superiore ai 2 milioni e 700 mila euro, cui si devono sommare i lavori appaltati nel 2015 per una somma totale superiore ai 560 mila euro, poi frazionati in tre lotti; per l’appalto del servizio verde all’interno del cimitero comunale il contratto, senza gara aperta, ha subito 63 proroghe dal 2011 al 2016 per un costo totale di oltre 286 mila euro; per i servizi cimiteriali all’interno dei 16 centri le proroghe sono durate dal 2014 al 2016, il costo sopportato di oltre 687 mila euro; per l’appalto dei servizi turistici all’interno della cascata delle Marmore il contratto ha fatto registrare atti comunali di proroga illegittima dal 2010 al 31 dicembre 2013. I lavori, poi appaltati con procedura negoziale riservata, sono stati aggiudicati per un importo di oltre 1 milione e 700 mila euro”.