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Vaccino Hpv, è polemica su Report. Gli scienziati: falsità intollerabili

Dal medico Roberto Burioni e Beatrice Lorenzin, tutti si scagliano con le ‘tesi prive di fondamento’. La Rai apre un'istruttoria. E Benigni querela per la puntata sui fondi per il cinema

Report, Sigfrido Ranucci
Report, Sigfrido Ranucci

globalist

18 Aprile 2017 - 18.32


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È polemica su più fronti per la puntata di Report andata in onda ieri sera sotto la conduzione di Sigfrido Ranucci. Ha fatto infuriare medici e attori. La trasmissione, dedicata al tema del Papilloma virus, ha parlato degli effetti collaterali dannosi che avrebbe il vaccino usato contro il cancro al collo dell’utero.

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Il primo a scendere in campo, dopo la messa in onda, è il virologo Roberto Burioni, professore Ordinario Microbiologia e Virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele, che da tempo lotta per le mistificazioni scientifiche contro i vaccini:

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“Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile – scrive il virologo su Twitter – . E’ abusare in maniera perversa della libertà di opinione”. E ancora: “E’ come gridare c’è una bomba in uno stadio affollato e vedere la gente che fugge e calpesta i bambini”. E ancora: “Le ipotesi allarmistiche riportate non hanno base scientifica”.

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Affermazione a cui, dopo qualche ora, è seguito l’intervento funesto di Beatrice Lorenzin, ministro della salute:

“Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto di grave disinformazione ed è quanto ha fatto ieri sera la trasmissione di Rai3 Report, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a produrre. Un vaccino sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio – attacca il ministro – .Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale”. “Tutto ciò accade proprio mentre medici e scienziati di ogni parte del mondo , e mentre le istituzioni internazionali e nazionali sono impegnate in una campagna mediatica a favore della salute pubblica , per controbattere ai falsi miti degli anti vax, che sfruttano paura ed ignoranza  per convincere i genitori a rinunciare ai vaccini”

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Il vaccino contro l’Hpv è il primo vaccino contro il cancro messo a punto dai ricercatori. Nella trasmissione di ieri sera, Report ha citato una review del Nordic Cochrane Center dell’anno scorso che accusava l’Agenzia europea del farmaco (Ema) di aver sottovalutato le reazioni avverse. Secondo l’Ema  i vantaggi del vaccino contro il Papilloma Virus, che protegge dal tumore al collo dell’utero, sono di gran lunga superiori agli svantaggi. Nordic Cochrane Center critica il fatto che tutti i dati in materia sono stati diffusi dalle aziende farmaceutiche.

La Rai apre un’istruttoria. In serata l’intervento della Rai, con una nota ufficiale. “La Rai è da sempre a supporto delle campagne vaccinali. I vaccini sono indiscutibilmente una delle più grandi scoperte scientifiche della storia, con la loro efficacia hanno permesso di ridurre drasticamente la mortalità o debellare totalmente malattie un tempo incurabili o gravemente invalidanti. Per questo motivo Rai, che raggiunge milioni di persone in ogni parte d’Italia, in tutte le trasmissioni informative e in quelle di infotainment ha sempre sostenuto l’unico punto di vista possibile: i vaccini sono un fondamento della medicina moderna che non può essere messo in discussione”. E’ stasera il servizio pubblico manderà in onda durante i Tg dei servizi per parlare di vaccini. Mentre l’aziende ha aperto un’istruttoria per fare luce sul programma.

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Sul web per tutta la giornata è andato in scena un tam tam di proteste contro l’antiscientificità: E i primi a indignarsi sono gli esperti. “E’ bello finire settimana iniziata con antiscientificità a @Montecitorio con sospetti faziosi a @report rai3. Viva servizio pubblico italiano”, commenta il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi. Mentre dal suo account Twitter il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini lancia il suo j’accuse: “Mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo #report”.

E Sigfrido ranucci, conduttore di Report ha replicato: “Report non ha mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini… Ho detto subito, all’inizio della puntata, che i vaccini sono utilissimi.. Abbiamo parlato – spiega Ranucci – di come funziona la farmaco-vigilanza: entro 36 ore le eventuali reazioni avverse ai vaccini vanno segnalate, ma questo non sempre accade e lo dimostrano le testimonianze che abbiamo raccolto. E abbiamo dato conto del reclamo presentato da alcuni scienziati danesi, relativo al vaccino contro il papilloma virus, che è stato accolto dal Mediatore europeo, un organo pubblico che ha il compito di vigilare anche sui metodi con cui entrano sul mercato i vaccini. Ho anche detto chiaramente che l’unico modo per zittire chi è contrario ai vaccini è proprio una maggiore trasparenza e la lotta alla corruzione”

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Roberto Benigni querela. E non basta la polemica sul vaccino contro il Papilloma virus. Un’altra tegola si è abbattuta sulla trasmissione di casa Rai3. Anche Roberto Benigni si è infuriato e ha fatto scattare una querela. Il ‘caso’ è scoppiato dopo la puntata di Report andata in onda ieri sera e dedicatA ai fondi stanziati dallo Stato a favore del cinema. Nel corso della trasmissione si è parlato del flop del progetto di Benigni di trasformare gli studi umbri di Papigno, vicino a Terni, dove sono stati realizzati alcuni suoi celebri film, tra i quali La vita è bella.
Secondo la trasmissione, nelle intenzioni di Benigni questi studios avrebbero dovuto far concorrenza a Cinecittà: sempre secondo la trasmissione, però, molti investimenti statali sarebbero andati persi nel progetto. L’attore e i suoi legali, però, contestano la ricostruzione: gli studi di Papigno avrebbero perso secondo Report 16 milioni di euro, una cifra errata secondo gli avvocati del regista toscano. Benigni aveva anche diffidato la messa in onda, ma il programma è stato regolarmente trasmesso.

In una nota, l’avvocato Michele Gentiloni Silveri comunica di “aver ricevuto mandato di sporgere querela presso la Procura della Repubblica di Roma nei confronti dei dott.ri Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, nonché di chiunque altro abbia con loro concorso o cooperato, in relazione alle notizie false e gravemente diffamatorie diffuse nel corso della puntata”.   

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Nella nota, l’avvocato Gentiloni Silveri annuncia querela ai danni di Report “nell’interesse di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni sia in proprio che quali soci di Melampo Cinematografica S.r.l.”.

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