Gasdotto, il fronte anti-Tap contro i vandali: isoliamo i violenti

Il comitato ufficiale ha preso le distanze dopo gli atti vandalici e la distruzione del muro di cinta di una masseria

San Basilio

San Basilio

globalist 7 aprile 2017

Ad alcune settimane dalla proteste che hanno infiammatole il Salento, nei pressi del cantiere per il gasdotto che prevedeva l’eradicazione degli ulivi secolari, si è spaccato il fronte no Tap, con il comitato ufficiale che da anni lotta (con tanto di documentazioni e prove), che ha appena ottenuto una piccola vittoria al Tar del Lazio con la sospensione dell'espianto e che ha preso letteralmente le distanze dagli atti vandalici che si sono verificate nella notte di martedì, mercoledì e giovedì nelle aree attorno al cantiere.


La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la distruzione del muro di cinta che circondava una masseria tutelata.


Pensiamo che ognuno sia libero di protestare contro la realizzazione del gasdotto Tap nel modo che ritiene opportuno nel limite in cui il mezzo di lotta non comprometta il fine della lotta stessa - è stato scritto in una nota del Comitato -. La distruzione del muro di cinta della masseria di San Basilio ci addolora e rappresenta la perdita di una parte del simbolo di questa battaglia. Chi è responsabile di quell'atto non combatte contro la Tap, né per il rispetto della nostra storia, della nostra terra, delle nostre genti".
"Il Comitato No Tap - continua la nota -  è sempre stato lontano da questi atti di inciviltà. Sino al 19 aprile saremo liberi dalla paura degli espianti ma continueremo pacificamente ad ostacolare quest'opera, con ragioni tecniche, politiche e di cuore". Proprio al Comitato è giunta la proposta di alcuni giovani attivisti di impegnarsi nella ricostruzione dei muretti a secco . Su indicazione della polizia municipale di Melendugno, però, tale sollecitazione è stata lasciata cadere, in considerazione del fatto che il muro della masseria San Basilio è sottoposto a vincoli da parte della Sovrintendenza e dunque non può essere toccato in assenza di permessi.