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Cuneo fiscale, in Italia è 10 punti sopra le media Ue: il prelievo è del 49%

Lo sottolinea la Corte dei conti: la pressione è tra le più alte in Europa e non aiuta il contrasto all'economia sommersa.

Immagine di repertorio
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globalist

5 Aprile 2017 - 12.07


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Il cuneo fiscale è in Italia è di ben 10 punti superiore a quello che si registra mediamente nel resto d’Europa. È quanto sottolinea la Corte del conti nel Rapporto 2017 sulla finanza pubblica, parlando di “limiti e dispersioni” del sistema fiscale italiano.
A titolo di contributi e imposte viene infatti prelevato il 49 per cento. Il cuneo fiscale, ha spiegato la Corte, “riferito alla situazione media di un dipendente dell’industria, colloca al livello più alto la differenza fra il costo del lavoro a carico dell’imprenditore e il reddito netto che rimane in busta paga al lavoratore: il 49% prelevato a titolo di contributi (su entrambi) e di imposte (a carico del lavoratore) eccede di ben 10 punti l’onere che si registra mediamente nel resto d’Europa”.
Secondo la magistratura contabile, «accanto a una pressione fiscale tra le più elevate dei Paesi Ue (42,9% del Pil), il total tax rate stimato per un’impresa di medie dimensioni, “testimonia di un carico fiscale complessivo (societario, contributivo, per tasse e imposte indirette) che penalizza l’operatore italiano in misura (64,8%) eccedente quasi 25 punti l’onere per l’omologo imprenditore dell’area Ue/Efta”. Per la Corte “anche i costi di adempimento degli obblighi tributari che il medio imprenditore italiano è chiamato ad affrontare sono significativi: 269 ore lavorative, il 55% in più di quanto richiesto al suo competitor europeo”.
I magistrati contabili evidenziano l’esigenza di ridurre la pressione fiscale sottolineando che “un’esposizione tributaria tanto marcata non aiuta il contrasto all’economia sommersa e la lotta all’evasione”.

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