No Tap, 70 sindaci scrivono a Mattarella: fermi l'espianto degli ulivi

A Lecce manifestazione nella centrale piazza sant'Oronzo in difesa del territorio

A Lecce protesta No Tap dei salentini

A Lecce protesta No Tap dei salentini

Fulvio Colucci 2 aprile 2017

Una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente della Camera Laura Boldrini firmata da 70 sindaci salentini in cui si chiede l’intervento delle più alte cariche dello Stato per fermare l’espianto degli ulivi nel cantiere di Melendugno dove sarà costruito il microtunnel del gasdotto Tap.


E’ il risultato politico della manifestazione di domenica sera a Lecce, l’assemblea pubblica organizzata dal comitato “no Tap” che ha fatto convergere in piazza Sant’Oronzo, cuore del capoluogo pugliese, almeno 1500 persone da tutto il Salento. L’iniziativa rappresenta non solo un successo per il movimento contrario al gasdotto ma la conferma che il rifiuto, al contrario di un’opinione assai diffusa, è trasversale, non “militarizzato”, fuori da ogni strumentalizzazione e coincide con un sentimento popolare di difesa del territorio e delle proprie radici, insieme antico e moderno, senza età o differenze sociali, di genere, politiche. Va sottolineato infatti che alla manifestazione non c’erano bandiere di partito e sì che a giugno Lecce voterà per il rinnovo dell’Amministrazione comunale.


Nel pomeriggio di domenica un’altra iniziativa a San Foca. Protagonista il Movimento 5 Stelle e un gruppo di parlamentari guidati da Alessandro Di Battista. Comizio in piazza nel centro leccese interessato dalla costruzione del Tap, con oltre un migliaio di persone. Perentorio il leader grillino: “Con un governo M5S, blocchiamo il progetto in 15 giorni”.


Nella giornata di lunedì dovrebbero riprendere i lavori nel cantiere di San Basilio per l’espianto degli ultimi ulivi rimasti (sono 211 quelli da sradicare per far posto all’impianto). Nella giornata di sabato, grazie a un’intesa tra sindaci e forze dell’ordine, nove ulivi erano stati ripiantati dopo l’eradicazione. I camion che li trasportavano verso Masseria del Capitano, sede temporanea dove saranno sistemati in attesa di tornare secondo il progetto Tap, hanno fatto marcia indietro in segno di tregua. Una tregua fragile che sarà certamente messa alla prova a stretto giro.