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È morto Cino Tortorella: il mago Zurlì dello Zecchino d’Oro

Si è spento Cino Tortorella, inventore dello Zecchino d’oro e di tanti programmi tv. Nel Guinness dei primati per conduzione della gara canora per bambini. Ha fatto la storia della televisone

Cino Tortorella con Cristina D'Avena
Cino Tortorella con Cristina D'Avena

Francesco Troncarelli

23 Marzo 2017 - 14.24


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Capelli impreziositi dalla porporina, corpetto aderente di raso, calzamaglia e scarpe luccicanti e l’immancabile bacchetta magica, così Cino Tortorella nella Tv dei ragazzi di una volta, si presentava al suo sterminato pubblico di adolescenti, era il Mago Zurlì, “mago del giovedì” perché andava in onda in quel giorno della settimana con un successo incredibile.

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Presentava giochi, raccontava storielle, suggeriva innocenti passatempi e soprattutto introduceva telefilm seguitissimi come le “Avventure di Rin Tin Tin”, “Jim della Giungla” o programmi con il popolare Topo Gigio, il pupazzo inventato da Maria Perego a cui Peppino Mazzullo prestava la voce, che avrebbe fatto giro il del mondo.

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Il Mago Zurlì era una sua creatura, l’aveva inventato lui. Abbandonati gli studi universitari in Giurisprudenza, si era iscritto alla Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, fondata da Giorgio Strehler. Qui, nel 1956, mise in scena una pièce teatrale per ragazzi dal titolo Zurlì, mago Lipperlì, che andò molto bene.

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Entrato in Rai, trasse da quel soggetto teatrale la sceneggiatura del suo primo programma televisivo con la benedizione dell’allora funzionario responsabile Umberto Eco. Spigliato, grande affabulatore e dotato di una creatività scoppiettante, il baldo Cino (ma all’anagrafe di Ventimiglia era stato registrato come Felice), nel 1959 concepì e progettò uno dei programmi più visti in assoluto della storia della televisione, la manifestazione canora dello Zecchino d’Oro, una sorta di festival di Sanremo dedicato ai bambini, con minicantanti che eseguono brani divertenti e orecchiabili scritti da autori importanti.   

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Brani come “Lettera a Pinocchio”, “44 gatti”, “Il valzer del moscerino (cantata da una piccolissima Cristina D’Avena), “Popoff”, “il coccodrillo come fa”, “Volevo un gatto nero”, “Il caffè della Peppina”, solo alcuni dei pezzi più famosi e conosciuti ancora oggi.

Tortorella conduce la trasmissione per 51 edizioni, fino al 2008, impersonando fino al 1972 il ruolo del suo Mago Zurlì e portando avanti famosi siparietti surreali con Topo Gigio e con lo scolaretto impertinente Richetto interpretato da Mazzullo. Una conduzione brillante che non conosce crisi e che nel 2002, in occasione della quarantacinquesima edizione, lo fa entrare nel Guinness dei primati per aver presentato lo stesso spettacolo più a lungo di chiunque altro al mondo.

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Ma non finì benissimo con lo Zecchino d’oro, perché poi nel 2009 gli fu tolto il giocattolo che aveva creato con tanto di inevitabili strascichi legali e accuse reciproche che si rimbalzavano tra Rai e Antoniano di Bologna (che ora doverosamente lo piange e ricorda con affetto) e che lasciarono tanta amarezza nell’ormai ex mago che iniziava a imbianchirsi nei famosi capelli luccicanti.  

Ma Tortorella non è stato solo Zecchino d’oro. In Rai è stato autore e regista di Chissà chi lo sa?, il famosissimo gioco presentato da Febo Conti che vedeva in gara scolaresche di tutta Italia,  considerato da critici come Aldo Grasso, uno dei programmi che hanno fatto la storia della Tv e poi Scacco al re e Dirodorlando.

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Su Italia 1 assieme a Anna Tortora, realizzò anche la trasmissione La luna nel pozzo. Avrebbe dovuto condurla Enzo Tortora, sostituito a causa del suo arresto da Domenico Modugno. È stato direttore artistico di Bravo bravissimo, trasmissione di Canale 5 condotta da Mike Bongiorno e ha spruzzato il suo genio creativo in tante emittenti locali come ad esempio su Antenna 3 con programmi per Ettore Andenna e Ric e Gian e su Euro Tv dove per Beppe Grillo ideò “Il Grillo parlante”.

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Era insomma veramente un talento Tortorella che se ne è andato oggi a quasi 90 anni, un numero uno che della televisione conosceva tutti i meccanismi per mettere su un programma come si deve, che avrebbe avuto successo e che sarebbe stato comunque ricordato nel tempo. Come il suo irresistibile e affascinante Mago Zurlì, personaggio catapultato dal mondo del fantastico alla quotidianità, che nel sorriso e nella simpatia aveva le sue migliori magie.

Scrittore di novelle e fiabe, esperto di cucina, padre di Davide e Chiara che hanno seguito le sue orme, era un bel personaggio insomma il nostro Cino, capace insieme ad altri pionieri di una tv che si stava formando e diffondendo nelle abitudini degli italiani, di farsi benvolere per il suo garbo e la sua proposta artistica, un signore del piccolo schermo che trasmetteva a quei tempi in bianco e nero ma che grazie a lui faceva sognare a colori.    

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