C'è chi resiste alla devastazione del Salento: manifestanti bloccano il cantiere del gasdotto

La manifestazione dei salentini per difendere la terra e il patrimonio secolare degli Ulivi, minacciato dal cantiere del Tap

Proteste gasdotto Tap in Salento

Proteste gasdotto Tap in Salento

globalist 21 marzo 2017

Sono lì da questa mattina i manifestanti salentini. Nei pressi del cantiere che a Melendugno ha dato il via all’espianto degli Ulivi per la finalità suprema della costruzione del gasdotto Tap da parte Trans Adriatic Pipeline, che ha in programma di sradicare dalla terra i padri secolari del Salento.


Giù 32 alberi sono stati trasferiti nell’area di stoccaggio vicino alla Masseria del capitano mentre diverse decine di persone hanno occupato le strade interpoderali nella zona San Basilio, nella splendida zona di San Foca. Le forze dell'ordine hanno tentato di liberare le strade e consentire l'accesso al cantiere.


I manifestanti rendono impossibile l'ingresso dei mezzi nel cantiere e dunque l'avvio dei lavori. Alla manifestazione partecipano anche i parlamentari pentastellati Daniela Donno e Diego De Lorenzis e il sindaco di Melendugno, Marco Potì.


E' stato proprio il primo cittadino, nel corso di un'assemblea pubblica, a chiamare a raccolta la sua comunità, chiedendo - insieme al collega di Vernole, Luca De Carlo - di presenziare al presidio. Anche Michele Emiliano è intervenuto sulla vicenda e grida all’illegittimità: "La Regione Puglia considera non ottemperata la prescrizione 44, quindi secondo noi lo spostamento degli ulivi è illegittimo".


Emiliano ha auspicato “la mediazione che in queste ore sta facendo il prefetto con cui sono rimasto in collegamento costante, così come con il sindaco di Melendugno".


L’ennesimo oltraggio agli Ulivi e alla terra del Salento. Come se già non bastasse la questione della xylella a minacciare di far scomparire un patrimonio secolare, custodito dalla terra rossa del sud.


"In Salento non c'è solo la Tap - ha proseguito il governatore Emiliano - c'è anche la tensione altissima che deriva dall'azione della Xylella sugli alberi. Tutti sapevamo che nella zona infetta gli alberi sarebbero tutti morti. Però c'è sempre qualcuno che utilizza questi fatti drammatici per scatenare anche disordini e problemi di ordine pubblico. Ringrazio tutti quelli che in questi giorni difficili per il Salento si stanno preoccupando di evitare che la situazione sfugga di mano”.


Nel frattempo a Melendugno i manifestanti resistono e tentano di difendere con tutte le loro forze la loro terra dagli interessi e dal profitto.