Torturava e violentava migranti in Libia: arrestato in Italia

L'uomo era sbarcato a Lampedusa: riconosciuto dalle vittime ha rischiato il linciaggio

Migranti in Libia
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18 Marzo 2017 - 11.37


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Una vergogna, una delle tante storie di crudeltà gratuita e disprezzo della vita: ha torturato, seviziato e stuprato i migranti rinchiusi nella “safe house”, spesso per ottenere denaro, prima che partissero verso le coste italiane. La polizia di Stato ha fermato un ventenne ghanese ritenuto essere un trafficante di uomini. Nei giorni scorsi, l’uomo, sbarcato lo scorso 5 marzo a Lampedusa, è stato sottratto da un tentativo di linciaggio da parte di alcuni immigrati che lo avevano riconosciuto.
Dal racconto dei migranti è emerso che venivano sottoposti a sevizie, anche in diretta telefonica con i propri parenti, ai quali veniva richiesto il pagamento di un riscatto per porre fine alle sofferenze dei loro cari. “Spesso collegava degli elettrodi alla mia lingua per farmi scaricare addosso la corrente elettrica” ha raccontato una delle vittime. “Porto ancora addosso i segni delle violenze fisiche subite, in particolare delle ustioni dovute a dell’acqua bollente che mi veniva versata addosso”, ha spiegato un’ altra persona seviziata. Questa sono alcuni degli atroci racconti arrivati che si sono rivelati decisivi e che hanno convinto i pm ad emettere un provvedimento di fermo.
Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla tratta, al sequestro di persona, alla violenza sessuale, all’omicidio aggravato ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dda e Mobile, per alcuni reati consumatisi interamente all’estero, hanno potuto procedere sulla base di una richiesta del ministro della Giustizia.

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