Dopo l'incendio, il Gran Ghetto di Rignano potrebbe risorgere dalle sue ceneri

Il Gran Ghetto potrebbe proliferare in tante piccole baraccopoli su quei 5mila metri quadrati di povertà, sfruttamento e desolazione

Incendio nel Gran Ghetto di Rignano

Incendio nel Gran Ghetto di Rignano

Fulvio Colucci 7 marzo 2017

Il “Gran Ghetto” di Rignano Garganico può presto risorgere dalle sue ceneri. Anzi proliferare in tante piccole baraccopoli su quei 5mila metri quadrati di povertà, sfruttamento e desolazione, inceneriti da un incendio e spianati dalle ruspe,  aggiungendosi agli altri 11 ghetti già presenti nella provincia di Foggia secondo i dati dei rappresentanti della Rete Campagne in lotta e del Comitato lavoratori delle campagne nella provincia di Foggia. Sarebbero circa 7mila le persone che occupano un posto nelle baraccopoli in maniera stanziale nell’area dauna. A Rignano, in estae, arrivavano fino a 3mila.


A fiutare il pericolo il segretario della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno, che ha lanciato l’allarme dopo il completamento dello sgombero nella giornata di domenica. Smentendo i toni ottimistici usati dalla prefettura del capoluogo pugliese – “il ghetto è stato sottratto al caporalato, tutti i migranti hanno lasciato la baraccopoli nella consapevolezza che le loro condizioni di vita miglioreranno” – il sindacalista ha avvertito: “Non tutti però sono voluti andare nelle due strutture messe a disposizione della Regione Puglia: pensano di avere problemi a trovare lavoro”.


Almeno cinquanta migranti non hanno abbandonato l’area del “Gran Ghetto”. Restano lì, fra roulotte, auto, cartoni, ultimi rifugi conosciuti. O si arrangiano per terra, fra i resti di quelle che forse è arduo chiamare anche baracche. Ora nella zona manca l’acqua e non è troppo lontano dalla realtà pensare che il piccolo nucleo di “reduci” dell’incendio che ha distrutto, nella notte fra il 2 e il 3 marzo, il ghetto possa ingrossarsi nuovamente, raggiungendo cifre rilevanti con l’arrivo di nuovi immigrati attratti, nella bella stagione, dall’avvio delle attività di raccolta di frutta e ortaggi. I caporali potrebbero così tornare a soggiogare e sfruttare centinaia e centinaia di uomini con buona pace dei proclami istituzionali.


La baraccopoli era stata sequestrato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari per infiltrazioni criminali. Nell’incendio, che gli inquirenti ritengono doloso, sono morti due cittadini del Mali. Nei prossimi giorni partiranno le attività di bonifica e la rimozione dei rifiuti al “Gran Ghetto” di Rignano Garganico.