Lezioni di sessualità alle medie: i genitori vogliono cacciare il prof di religione

Un professore nuorese rischia di perdere il posto dopo aver assegnato delle letture agli alunni che i genitori hanno definito inappropriate

Studenti - immagine repertorio
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

15 Febbraio 2017 - 15.17


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Ieri a Nuoro in Sardegna è scoppiata la polemica dopo che un giovane insegnante di religione (chi l’avrebbe mai immaginato) ha proposto ai suoi studenti di una scuola media di 11 e 12 anni la lettura di due libri della scrittrice Marida Lombardo Pijola, “Facciamolo a skuola” e “Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa”.

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Il docente, io oserei dire l’eroe, sembra infatti l’unico non affetto da sessuofobia in cicolazione, si chiama Giovanni Siotto e ha definito queste letture educative e da leggere però (vista la giovane età dei ragazzi) “insieme ai genitori”, per riflettere sulla nostra società basata sul consumismo sfrenato, sull’idolo dell’immagine, sull’oggettivazione sessuale del corpo femminile e sulla superficialità dei rapporti sentimentali.

Verrebbe da dire: finalmente un insegnante di religione che fa l’insegnante e non l’impiegato della diocesi. Finalmente la sessualità entra a scuola. Finalmente qualcuno non la considera più un tabù. Ma il professor Siotto è stato duramente attaccato dai genitori dei suoi alunni affetti da bigottismo all’ultimo stadio che hanno sposato idee da chiesa medioevale incoraggiando l’istituto a cacciare lo “Strego” che poteva chi sa magari far scoprire ai loro fanciulli che non erano nati sotto un cavolo.

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Il dirigente della scuola ha frenato, mentre il vescovo di Nuoro Mosè Marcia (… e da un vescovo che ti aspetti?!) ha invece ribadito “per noi, se ne deve andare a casa” precisando “sono in attesa di capire meglio dai dirigenti”. 

La dottoressa Luisanna Porcu, psicologa e madre di due alunni del professore ha invece contro corrente dichiarato su Facebook: “È un libro vecchio che racconta la storia di 5 ragazze di una scuola media romana di 12 anni che in una società sessista si sentono apprezzate solo per il loro corpo. Narra come lo usano e lo vendono per sentirsi apprezzate e come i ragazzi incentivino questo. Questo testo usato con i genitori può davvero aiutarci a fare un’educazione sentimentale ai nostri figli/e, visto che l’educazione sessuale prevista dal ministero si limita purtroppo all’uso del preservativo“.

Vorrei in ultimo ricordare che siamo nel 2017 e ancora esistono genitori che hanno paura di parlare di sesso con i figli. Quel libro spaventa perché spaventano le domande a cui avrebbero dovuto rispondere. Quanta strada c’è da fare, si fa un passo in avanti a scuola e due indietro a casa… 

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#JeSuisGiovanniSiotto

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