Top

Regeni, la magistratura ribadisce: no a verità di comodo

Il procuratore generale di Roma parla del ricercatore ucciso durante la sua relazione

Verità per Giulio Regeni
Verità per Giulio Regeni

globalist

28 Gennaio 2017 - 11.34


Preroll

Verità sulla morte di Giulio Regeni, anche se il quadro sempre essere abbastanza chiaro: un ricercatore considerato a torto “sospetto” da qualche apparato repressivo egiziano e quindi torturato e assassinato. Perché l’Egitto di Al Sisi, per quanto tollerato dalla comunità internazionale, ha tanti punti di similitudine con l’Argentina dei desaparecidos.
Ora del caso Regeni si è tornato ancora a parlare: “In un caso particolarmente delicato, come l’omicidio di Giulio Regeni (il 28enne ricercatore friulano scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016 e trovato morto il 3 febbraio, ndr)” la Procura di Roma ha operato “con rigore e intelligenza, consapevole della complessa situazione internazionale in cui l’indagine si inserisce”.
Lo ha sottolineato il Procuratore Generale della Corte d’appello di Roma, Giovanni Salvi nella sua relazione sull’amministrazione giudiziaria. Nella vicenda Regeni, la Procura capitolina, “che ha ben affrontato le nuove responsabilità che le derivano dall’accentramento nella capitale della competenza per i delitti commessi all’estero in danno di cittadini italiani”, ha saputo “ottenere significativi passi avanti nella cooperazione con l’Egitto, rifiutando verità di comodo, ben consapevole della complessa situazione internazionale in cui l’indagine si inserisce”.
Per il Procuratore generale Salvi “questo approccio professionale e l’apertura alla cooperazione da parte delle autorita’ egiziane lasciano ben sperare per l’esito di verità cui tutti aspiriamo, nella certezza della determinazione comune delle istituzioni del Paese”.

OutStream Desktop
Top right Mobile
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage