Un anno senza Giulio, la verità è ancora lontana

Iniziative in tutta Italia chiedono ancora di conoscere cosa sia successo al giovane ricercatore scomparso in Egitto lo scorso 25 gennaio.

Verità per Giulio Regeni

Verità per Giulio Regeni

globalist 25 gennaio 2017

Depistaggi, ostracismo, tradimenti, omertà e vigliaccheria. A un anno esatto dalla scomparsa di Giulio Regeni, avvenuta lo scorso 25 gennaio al Cairo, sono queste le barriere che impediscono alla famiglia, all’Italia e al mondo di conoscere la verità sulla morte del giovane ricercatore.


Partendo dall’ultimo video girato con una micro-camera della polizia il 6 gennaio 2016, che mostra in faccia Giulio negli ultimi giorni di vita, mentre parla con un ambulante, Mohammed Abdallah,  che gli chiede soldi, sapendo della sua intenzione di ottenere una borsa di studio da 10 mila sterline, a ritroso fino a quel fatidico 25 gennaio 2016, è tutto un insieme di bugie e informazioni nascoste.


Proprio gli ambulanti egiziani erano la buona causa di Giulio. Il suo lavoro da ricercatore era focalizzato sul sindacato degli ambulanti. Voleva raccontare i lavoratori, i movimenti sindacali, le lotte e le battaglie dei più deboli, l’evoluzione del mondo.


Giulio Regeni, il video inedito registrato dal sindacalista che lo denunciò


Invece il 31 gennaio 2016 arriva l’allarme alla Farnesina. Un giovane italiano è scomparso in Egitto. È Giulio Regeni, studente di 28 anni di Fiumicello, studente della Oxford University, sparito misteriosamente dal centro della capitale egiziana, mentre era impegnato in una tesi di dottorato.


Notizie scarse e frammentate arrivano a sorsi. Neanche una foto di Giulio all’inizio. I genitori che volano Al Cairo per tentare in tutti i modi di riabbracciare il figlio, che sembra essersi volatilizzato nel nulla. Invece no, il corpo di Giulio viene ritrovato il 3 febbraio sulla strada che porta ad Alessandria. Martoriato e tradito.


Da quel 25 gennaio, i familiari non si sono mai dati per vinti. "E' stato un anno intenso, terribile, un viaggio nell'orrore che diventa sempre più profondo man mano che ci addentriamo nei particolari: abbiamo visto e stiamo vedendo proprio tutto il male del mondo", ha detto oggi la famiglia Regeni. "Questo male continua a svelarsi pian piano", hanno aggiunto i familiari riferendosi allo stillicidio di informazioni, non sempre affidabili né verosimili, che arrivano dall'Egitto. E ringraziando "per la solidarietà" e "la vicinanza" di molti italiani sono tornati a chiedere "di riversarsi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio, per coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani". Gli investigatori italiani registrano tuttavia "significativi passi avanti" nelle indagini dallo scorso settembre quando, dopo il periodo di "crisi" tra l'Italia e l'Egitto - dove non è ancora rientrato l'ambasciatore italiano - i magistrati egiziani hanno deciso di consegnare i documenti richiesti.


Gli ultimi - fanno sapere fonti della Procura di Roma - risalgono ad alcuni giorni fa: si tratta dei verbali dei due agenti che pedinarono Regeni tra dicembre e gennaio, dopo la denuncia del capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, e il verbale del colonnello che svolse la perquisizione, a marzo, in casa della sorella di un componente della banda dei rapinatori uccisi in una sparatoria (che Il Cairo aveva inizialmente indicato come gli autori dell'omicidio), dove furono trovati i documenti di Regeni. Ulteriori passi avanti potrebbero inoltre arrivare dall'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza della metropolitana di Dokki, dove Regeni passò prima di scomparire. Un lavoro affidato a esperti italiani e tedeschi di un'azienda specializzata nel recupero dati, ai quali la procura egiziana ha dato il via libera solo pochi giorni fa. Intanto, dopo la diffusione ieri del video della conversazione tra Abdallah e Regeni, registrata all'insaputa del ricercatore, in cui si parlava di una somma di denaro che sarebbe dovuta arrivare al sindacato "tramite concorso" da un istituto britannico, il sindacalista è tornato oggi a ribadire di considerare ancora Giulio "una spia". Secondo Abdallah, il giovane sarebbe stato ucciso da "parti straniere dopo che era stato scoperto" per addossare la colpa "all'Egitto".


Oggi iniziative in tutta Italia non si fermano per chiedere verità su Giulio Regeni.


L'ultimo video su Giulio Regeni