Migranti, muore una ragazza al Cpa di Cona: scoppia la rivolta

Dopo la morte di una 25enne ivoriana per i soccorsi arrivati tardi, è scoppiata la protesta sedata nella notte.

Cona, proteste

Cona, proteste

globalist 3 gennaio 2017

Notte di tensione a Conetta in provincia di Venezia: questa notte carabinieri e polizia sono dovuti intervenire nel centro di prima accoglienza per sedare una rissa, scoppiata dopo la morte all'interno della struttura di un'ivoriana di 25 anni. A rendere noto l’accaduto è stato commissariato e il comando di Chioggia (Venezia).

La rivolta scoppiata per la morte di una 25enne. La giovane donna della Costa d'Avorio si chiamava Sandrine Bakayoko ed era in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico: la ragazza era incinta. Era arrivata in Italia il 30 agosto. I migranti hanno denunciato un ritardo nei soccorsi: la 25enne si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, verso le 8 di mattina, ma i soccorsi sarebbero arrivati solo alle 14. L’ospedale di Piove di Sacco si è difeso, spiegando che l'ambulanza è partita non appena è giunto l'allarme, come hanno confermato fonti mediche. All'arrivo i sanitari hanno trovata la giovane ivoriana già priva di conoscenza e in condizioni disperate. Immediate le manovre rianimatorie durante il trasporto al Pronto Soccorso, dove però la giovane donna è arrivata priva di vita.

Operatori sanitari in ostaggio per ore. Non appena si è diffusa tra i migranti la notizia della morte, la protesta è degenerata in rivolta: mobilio e oggetti della struttura sono stati dati alle fiamme. Uno scenario che ha costretto gli operatori del centro a cercare rifugio nei locali della struttura, dove sono rimasti poi bloccati per almeno due ore. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha sedato la rivolta e gli operatori, tra cui anche due medici e un'infermiera, sono stati liberati. Gli operatori sanitari si sono quindi allontanati in auto dal Cona, mentre i manifestanti hanno iniziato a colpirle. Secondo le prime dichiarazioni tutti stanno bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando all'esterno dei loro rifugi molti migranti avevano iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura.

Pm tenuti all’oscuro della morte: disposta l’autopsia. Il magistrato di turno Lucia D’Alessandro ha disposto l’autopsia sulla ragazza, perché le circostanze della morte sono da chiarire. Incomprensioni varie hanno fatto sì che solo nel tardo pomeriggio, il magistrato sia stato informato dell’accaduto. Era stato deciso infatti di trattare la morte della ragazza come un semplice caso di morte naturale. Una volta avvisata, la pm D’Alessandro ha chiesto ai carabinieri di compiere tutte le possibili verifiche per chiarire l’accaduto. Solo per questo motivo i carabinieri si sono recati al cpa di Conetta dove hanno trovato una situazione difficile. La gran parte degli ospiti stava protestando all’esterno del centro di accoglienza e per aumentare il disagio avevano pure staccato la corrente elettrica. Sul posto sono intervenuti anche il comandante provinciale dei carabinieri Claudio Lunardo e il questore Angelo Sanna. Nella notte poi la situazione è degenerata.

Riepilogando. "Sandrine è morta di trombosi polmonare, molte ore dopo i primi malesseri. E lo dice l’autopsia. Ha avuto un malore mentre si faceva la doccia, e l’ambulanza è arrivata dopo 8 ore, perché Sandrine si era sentita male intorno alle 7.00 ma la richiesta di intervento dal centro è arrivata solo alle 12,48, è a quell’ora che il 118 di Padova afferma di aver ricevuto la chiamata".

La situazione veneta.

Proprio ieri il prefetto di Venezia, da poco insediato, Carlo Boffi, aveva parlato della situazione dei migranti. "La zona deve sostenere un peso rilevante di migranti, per cui spero di riuscire ad alleggerirne la presenza in questa zona, vedendo se è possibile una distribuzione diversa", aveva detto. "In generale - ha affermato Boffi - il problema delle migrazioni è il problema dei problemi, per l'Italia e l'Unione europea, un fenomeno biblico estremamente complesso, anche perché il nostro Paese ha il problema di essere una piattaforma sul mare e quindi non si possono tecnicamente chiudere le nostre frontiere. E il problema vero è quello legato al rimpatrio delle persone irregolarmente presenti sul territorio, essendo necessari degli accordi internazionali specifici".