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Mafia: un avvocato, un notaio e un direttore di banca aiutavano i Graziano

Professionisti a disposizione dei Graziano, costruttori boss del quartiere Acquasanta di Palermo, accusati di associazione mafiosa

Notaio al servizio della mafia a Palermo
Notaio al servizio della mafia a Palermo

globalist

16 Dicembre 2016 - 14.41


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Mafia: i colletti bianchi sono sempre di moda. A Palermo, protagonisti della cronaca, oggi, un avvocato, un notaio, un direttore di banca. Professionisti a disposizione dei Graziano, costruttori boss del quartiere Acquasanta. Per loro, l’accusa è pesante. Su ordine della procura distrettuale antimafia, questa mattina, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria hanno notificato all’avvocato Nicolò Riccobene un provvedimento di interdizione, non potrà esercitare la professione.

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La procura chiedeva gli arresti domiciliari per il penalista, che è accusato di favoreggiamento, il gip Fabrizio La Cascia ribadisce nella sua ordinanza i gravi indizi di colpevolezza, ma ritiene sufficiente una sospensione temporanea dall’albo professionale, considerati anche i 72 anni dell’indagato. Sono state le intercettazioni a svelare il ruolo di Riccobene, avvocato molto noto a Palermo, ora accusato di essere andato ben oltre il suo mandato professionale aiutando i Graziano a recuperare in modo riservato alcune somme di denaro gestite dal riciclatore del clan, un altro insospettabile, l’avvocato civilista Marcello Marcatajo, arrestato a gennaio.

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Secondo la ricostruzione della procura, Riccobene avrebbe fatto addirittura da “messaggero” del boss Vincenzo Graziano, il reggente del clan Resuttana accusato nei mesi scorsi di aver procurato e conservato l’esplosivo per un attentato al pm Nino Di Matteo, dal carcere mandava ordini a Marcatajo per la gestione del patrimonio.

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