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Mafia Capitale, chiesti altri 24 rinvii a giudizio

Chiusa la terza tranche di indagine: coinvolti anche Salvatore Buzzi e l'ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon.

Piazza del Campidoglio, Roma
Piazza del Campidoglio, Roma

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2 Dicembre 2016 - 09.40


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La Procura di Roma ha chiesto altri 24 rinvii a giudizio per l’inchiesta su Mafia Capitale. La richiesta è arrivata dopo la chiusura della terza trance di indagine. Fra gli indagati ci sono anche: Salvatore Buzzi, ras delle cooperative già sotto processo nell’ambito del filone principiale dell’inchiesta, l’ex capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio e l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon.

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A D’Ausilio, ex capogruppo del Pd al Campidoglio, e al suo capo segreteria Salvatore Nucera i pm Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, e gli aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino, contestano corruzione e atti contrari ai doveri d’ufficio.

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I magistrati sostengono che  i due per “facilitare sul piano politico istituzionale l’aggiudicazione delle procedure negoziate indette dal Dipartimento Tutela Ambiente” si sono spesi in “dieci procedure negoziate riservate alle cooperative sociali e riferite a 10 lotti”. In cambio, secondo i pm, “ricevevano la promessa di corresponsione del 5% del valore dei lotti assegnati con le 10 procedure negoziate citate”. Nelle carte si legge: “D’Ausilio, nella sua qualità di componente del consiglio comunale capogruppo Pd, dunque pubblico ufficiale e Nucera, nella sua qualità di capo staff, per porre la loro funzione al servizio dei soggetti economici del gruppo Buzzi ricevevano la somma di almeno 12mila e 240 euro, senza la deliberazione dell’organo sociale competente né l’iscrizione in bilancio”.

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Finito nel mirino dell’indagine di Mafia capitale anche Giampaolo De Pascali, appuntato dei carabinieri in servizio alla Presidenza della Repubblica, ufficio centrale dei servizi di sicurezza, responsabile secondo i pm di passare informazioni al ras delle coop sui procedimenti in corso in procura, e per il direttore di un ristorante di via veneto Giovanni Tinozzi, che aveva permesso a Buzzi di entrare in contatto con il carabiniere.

Nuovo rinvio a giudizio anche per l’ex direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon  e Franco Cancelli, manager della cooperativa sociale Edera, già interdetta dal prefetto Gabrielli per mafia. Secondo i pm hanno turbato le gare per appalti sull’emergenza rifiuti. Fiscon agevolava Buzzi ricevendo “utilità consistite nell’organizzare in sede di consiglio comunale e di giunta consenso politico attraverso i consiglieri Coratti, D’Ausilio, Ozzimo e l’interlocuzione col deputato Umberto Marroni, necessario alla riconferma di Fiscon nel ruolo di Dg Ama, a fronte di una iniziativa del sindaco che intendeva disporne la sostituzione”.

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 Tra gli imputati anche l’ex brigatista Nadia Cerrito ed Emilio Gammuto, imputati nel processo principale arrivato alla sua 152esima udienza: a loro sono contestate dazioni di denaro a politici per consentire “all’organizzazione di stampo mafioso diretta da Carminati di avere utilità”.

Richiesta di rinvio a giudizio anche per Brigidina Paone, che in qualità di collaboratrice all’assessorato alla Casa, “per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio consistenti nel promuovere in assemblea capitolina, anche attraverso emendamenti e deliberazioni intese a garantire consistenti sconti e legittimazioni all’acquisto alle onlus, tra le quali rientravano le cooperative facenti capo a Buzzi, in sede di dismissione del patrimonio immobiliare del Comune”.

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Nel mirino dei pm anche Stefano Venditti, presidente della lega della cooperative Lazio, nella lista dei 24, Marco Bruera, stretto collaboratore di Odevaine che in occasione della gara per il cara di Mineo “curava la predisposizione della documentazione fittizia finalizzata a giustificare l’ingresso delle somme nelle casse delle fondazioni e delle società riferibili a Odevaine” e Clelia Logorelli, dirigente preposta al settore del verde in Eur spa.

Contestata la corruzione anche a funzionari della pubblica amministrazione come Alfredo Romani, responsabile dell’ufficio immigrazione del Dipartimento Politiche Sociali; Gaetano Altamura, dirigente del X Dipartimento che in cambio dell’assunzione di sue due nipoti ha concesso affidamento di lavori a Buzzi e soci; Rossana Calistri, componente della commissione di aggiudicazione gare per la manutenzione del verde nelle ville storiche di Roma (ovviamente

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assegnate a Buzzi); Fabio Tancredi, direttore del X Dipartimento Tutela Ambiente e della protezione civile di Roma.

 Il rinvio a giudizio è inoltre stato notificato anche agli imprenditori Flavio Ciambella, Fabrizio Amore, Gabriella Errico e Maurizio Marotta. Anche per il sindaco di Sant’Oreste Sergio Menichelli e di due funzionari del Comune Marco Placidi e Raniero Lucci, è stato chiesto il rinvio a giudizio per turbativa d’asta.

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