Amanti killer di Saronno: sequestrate oltre 50 cartelle cliniche

Indagini sulle morte sospette tra i pazienti di Cazzinga e i suoi familiari. 7 infermieri sapevano. Calmanti anche al figlio 11enne della donna.

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, gli amanti killer di Saronno
Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, gli amanti killer di Saronno
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1 Dicembre 2016 - 14.51


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Oltre 50 cartelle cliniche sono state sequestrate dai carabinieri in relazione all’arresto dell’infermiera e del medico dell’ospedale di Saronno, finiti in manette martedì con l’accusa di avere provocato la morte di alcuni pazienti. Le cartelle cliniche sospette sono ora al vaglio degli inquirenti, che hanno intenzione di capire quante persone sono morte per mano dei due amanti killer. Dagli atti, tra le altre cose, è emersa l’idea, da parte dei due arresti, di uccidere anche un cugino acquisito della donna. Laura Taroni era arrivata anche a somministrare farmaci, tra cui ansiolitici, a suo figlio di undici anni tanto che il ragazzino, a un certo punto, le aveva chiesto di dargli meno farmaci.

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Dalle intercettazioni contenute nella richiesta di arresto, è chiaro che la donna e l’amante lo inducevano a prendere una pasticca e delle gocce. Il bimbo ne aveva chiesto la ragione alla coppia: “Prima la pastiglia e poi le gocce”, dice la Taroni nell’intercettazione, mentre l’11enne chiede: “Pure le gocce?”. Così interviene Cazzaniga che risponde: “Eh sì. La pastiglia ormai tu sei assuefatto (…)”. Cazzaniga spiega al bambino cosa significhi essere assuefatto da farmaci. Il bimbo, la mattina seguente, chiede alla madre di dargli meno farmaci: “Stamattina non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, potresti fare meno gocce?”.

Dalle intercettazioni tra l’infermiera e il medico emerge la volontà di uccidere un cugino acquisito della donna “colpevole – hanno spiegato gli inquirenti – di farsi ancora mantenere dalla ex moglie”. “I due indagati – annotano i pm nella richiesta d’arresto – parlano dell’omicidio come un modo per risolvere tutte le situazioni con disarmante tranquillità”.

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“Sono sconvolta, come tutti; sentendo le intercettazioni sembra di essere dentro il film ‘Natural born killer’ che rappresenta gli spaccati del male. La Procura della Repubblica accerterà le responsabilità, e poi sarà cura anche della Regione capire se sarà necessario procedere con ulteriori azioni verso l’ospedale”, ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “E’ fuori da ogni immaginazione – ha detto Lorenzin a margine della presentazione del nuovo Piano Nazionale Aids – che possano accadere cose simili dentro un ospedale. Da parte nostra abbiamo chiesto informazioni e dei tecnici del ministero stanno valutando, considerando che il tipo di reato rientra più nelle funzioni della Procura poiché non si tratta di malasanità, ma di un caso di cronaca nera”.

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