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A processo l'uomo sbagliato: il vero trafficante scrive su Facebook

Dubbi sul cittadino eritreo estradato dal Sudan, che sarebbe vittima di uno scambio di identità.

L'uomo estradato
L'uomo estradato

globalist

22 Novembre 2016 - 17.17


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L’uomo sospettato di essere uno dei trafficanti di essersi umani più ricercati al mondo, che le autorità britanniche sostengono di aver consegnato all’Italia lo scorso giugno, ha inviato un messaggio su Facebook in cui afferma che il cittadino eritreo attualmente in carcere in Sicilia è un uomo innocente che è stato arrestato ed estradato dal Sudan al suo posto. E’ quanto riporta oggi il Guardian. Nei messaggi mandati su Facebook, il trafficante eritreo Medhanie Yehdego Mered, 35 anni, noto come “il generale”, ha detto che il suo connazionale che oggi andrà a processo a Palermo è vittima di uno scambio di identità. Già i parenti dell’uomo estradato in Italia avevano denunciato lo scambio di persona, precisando che Khartoum aveva estradato in Italia Medhanie Tesfamariam Berhe, 29 anni, e non il trafficante ricercato dalle autorità. “Hanno fatto un errore con il suo nome, ma tutti sanno che non è un trafficante. Spero sia rilasciato perchè lui non ha fatto nulla. Non possono fargli nulla”, si legge in uno dei messaggi scritti in tigrino. Due fonti hanno confermato al Guardian che il messaggio è stato inviato dall’account di Mered, sotto il nome di “Meda Yehdego”, in cui sono visibili le fotografie del figlio e scambi di messaggi con la moglie Lidya Tesfu. La difesa insiste: errore di persona Il processo è stato comunque rinviato. Stamattina, il pm Geri Ferrara ha sollevato una questione relativa all’incompatibilità di uno dei componenti del collegio presieduto da Raffaele Malizia. Preliminarmente, inoltre, l’accusa ha anche chiesto di “accorpare” il procedimento a carico di Mered Yedhego con un altro procedimento, già in corso, quello denominato “Glauco 2”. “Il rischio concreto è che si faccia il processo alla persona sbagliata. Qui bisogna prima accertare l’identità reale della persona che si vuole processare. Noi sosteniamo che Mered Tasmafarian non è il ‘generale’, il trafficante di esseri umani” ha affermato in aula l’avvocato difensore Michele Calantropo. 

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